È in arrivo l’influenza: ecco come riconoscerla ed evitarla.

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Febbre, mal di gola, dolori muscolari, mal di testa, spossatezza, fastidio legato al naso chiuso. Ecco i principali sintomi con cui, ogni anno, l’influenza si ripresenta puntualmente insieme alla stagione invernale. Un appuntamento ormai fisso ma imprevedibile, che spesso ci costringe a rinunciare a impegni, giornate di lavoro e a vacanze programmate e che, secondo le stime degli esperti, colpirà quest’anno 10 milioni gli italiani.


Riunitisi a Milano in occasione del lancio del nuovo prodotto , decongestionante a base di ibuprofene e pseudoefedrina, il professor Pier Carlo Braga, Direttore del Centro di Farmacologia Respiratoria dell’Università di Milano, e Fabrizio Pregliasco, dell’Istituto di Virologia dell’Università di Milano, fanno il punto sulla situazione e forniscono alcuni utili consigli su come prevenire il fastidioso virus influenzale.


L’influenza è un’infezione virale, che si manifesta con sintomi sistemici (soprattutto la febbre) e respiratori (la congestione nasale). Quest’anno, presumibilmente, l’inizio dell’influenza è atteso a dicembre, intorno a Natale. Rispetto agli ultimi tre anni, quindi, l’arrivo è piuttosto anticipato.


Non è il freddo, ma lo sbalzo termico dal caldo al freddo l’alleato numero uno dei virus dell’influenza. Altri fattori di rischio sono l’umido e la cattiva aerazione. State attenti, dunque, soprattutto al cambio di temperatura: quando uscite dall’auto surriscaldata o togliete la tuta imbottita a vostro figlio.


I locali umidi e surriscaldati, le piscine, o gli ambienti chiusi, affollati e privi di aerazione, come l’autobus o la metropolitana, sono quelli più a rischio contagio. È bene ricordare che la diffusione del virus influenzale avviene attraverso le secrezioni respiratorie di persone diffuse da colpi di tosse e starnuti.


Come diminuire, allora, il rischio di contrarre l’influenza? Per chi non può vaccinarsi, il modo più efficace per prevenire l’influenza, è quello di proteggersi dagli sbalzi di temperatura, di evitare gli ambienti caldo-umidi chiusi e affollati e il contatto con le persone influenzate, di vestirsi “a cipolla”, di fare particolare attenzione all’igiene personale (lavandosi spesso le mani ed usando fazzoletti monouso).


Un aiuto prezioso viene anche da un corretto regime alimentare, che preveda il consumo di molti cereali integrali, di verdure crude e frutta (specie agrumi, ricchi in vitamina C). A tavola evitate anche le abbuffate.


Raffreddore o influenza? Spesso non è semplice distinguerli. Se la malattia insorge bruscamente, con febbre alta, stanchezza, tosse secca, cioè con sintomi sistemici e respiratori, si tratta più probabilmente di influenza o sindromi simil-influenzali. Sintomi respiratori non accompagnati da quelli sistemici (la congestione e scolo nasale, spesso preceduti da bruciore alla gola) sono invece caratteristici del raffreddore.


Influenza e sindromi simil-influenzali sono malattie a sintomatologia “trasversale”: portano con sé non solo la febbre, ma anche una schiera di altri sintomi molto fastidiosi, come il mal di testa o la congestione nasale, che un semplice farmaco anti-febbrile non è in grado di combattere. È, opportuno quindi utilizzare farmaci contenenti principi attivi antipiretici e decongestionanti in associazione, in grado di alleviare tutti i sintomi con una sola compressa, curando efficacemente i sintomi sia dell’influenza che il raffreddore severo. Sola avvertenza, quella di non “far sparire” del tutto i sintomi ma di attenuarli in modo da poter svolgere le normali attività quotidiane, altrimenti si corre il rischio di considerarsi guariti e si smette prima del tempo di curarsi, con il risultato di prolungare i tempi di guarigione.


Il migliore antidoto contro l’influenza è il vaccino, che i servizi territoriali di prevenzione, secondo quanto stabilito dal Ministero della Salute, dovranno offrire a determinate categorie di persone: chi ha 65 anni e oltre; i bambini con più di 6 mesi e quelli in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico; gli adulti con malattie croniche (respiratorie, cardiocircolatorie, renali, diabete); donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza; medici e assistenti sanitari; addetti a servizi pubblici di interesse collettivo; pazienti di strutture per lungodegenti; chi è a contatto con animali che sono possibili fonte di infezione. Il periodo più indicato per sottoporsi al vaccino antinfluenzale va dalla metà di ottobre alla fine di novembre.


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