12 settembre: liberi dal sacchetto di plastica!

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Il 12 settembre, però, è un sabato speciale perché si celebra l’International Plastic Bag Free Day, cioè la prima Giornata internazionale senza sacchetto in plastica: l’invito per quel giorno è di non accettare o usare sacchetti in plastica per trasportare i nostri acquisti, ma borse riutilizzabili.

Molti già lo fanno, perché si sono posti questa semplice domanda: perché usare per pochi minuti un oggetto che può durare anche cento anni?

Il costo di pochi centesimi della busta di plastica corrisponde ad un prezzo molto caro che noi tutti paghiamo e pagheremo in futuro.

Alcuni dati possono chiarire il problema: la produzione di plastica assorbe l´8% della produzione mondiale di petrolio; attualmente nel mondo si producono 200 milioni di tonnellate di plastica all´anno di cui solo il 3% viene riciclato, mentre il 50% viene utilizzato per articoli monouso o imballaggi che vengono buttati entro l´anno; circa 4/5 del rifiuto in mare arriva da terra sospinto dal vento o trascinato da scarichi d´acqua e fiumi e quasi il 90% del rifiuto galleggiante in mare è costituito da plastica; a livello mondiale sono almeno 143 le specie marine che sono rimaste vittime di entanglement, il fenomeno per cui gli animali rimangono imbrigliati in sacchetti, reti o altri rifiuti plastici e finiscono per morire di fame, soffocamento o annegamento; la plastica in mare agisce come una spugna attirando le sostanze chimiche idrorepellenti (inquinanti organici persistenti), ma anche metalli pesanti come mercurio, zinco e piombo che vengono assorbiti dalla superficie dei detriti plastici in concentrazioni fino a un milione di volte superiori a quella contenuta nell’acqua marina.





La Giornata internazionale senza sacchetto in plastica è un’iniziativa di MCS The Marine Conservation Society, una società inglese non profit dedicata alla conservazione dell´ecosistema marino.

Ma non è tutto: MCS invita tutti coloro che aderiranno e non accetteranno sacchetti in quella giornata a farlo in modo continuativo, utilizzando per trasportare la spesa sporte in tela, ceste in vimini, trolley o borse da agganciare al carrello.

Anche in Italia qualcuno è sensibile al problema: l’Associazione Comuni Virtuosi ha infatti promosso la campagna Porta la Sporta che antepone questa sensata abitudine a qualunque utilizzo di shopper monouso. Si tratta però di iniziative locali, anche se sempre più diffuse.


Purtroppo lo shopper ha la pelle dura: ufficialmente dovrebbe cessare di esistere con il 31 dicembre 2009, ma il timore è che la scamperà anche stavolta; molti sono infatti convinti che nel 2010 lo ritroveremo vivo e vegeto alle casse dei supermercati.

Sembrava tutto già deciso con il comma 1130 della Finanziaria 2007, la prima dell’ultimo governo Prodi, che prevedeva di “giungere al definitivo divieto, a decorrere dal 1° gennaio 2010, della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto di merci”: la norma c’è ma non c’è, visto che i decreti attuativi per definirne i modi (e soprattutto per sanzionare chi non rispetterà il “definitivo divieto”) non sono mai stati emanati!


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