Abbandona l´imballaggio! benefici per te e l´ambiente.

Cultura - Attualità



Rinunceresti volentieri alla “confezione comoda” se ti permettesse di aiutare l’ambiente e facilitare lo stoccaggio in casa dei rifiuti?

Da quanto emerge dalla ricerca Nielsen Global Food Packaging, un consumatore globale ogni due abbandonerebbe tutte le forme di imballaggio fornite per scopi di comodità se questo dovesse portare benefici all’ambiente. Il 49% dei consumatori globali abbandonerebbe le confezioni disegnate per facilitare lo stoccaggio in casa, il 48% il packaging che può essere utilizzato per cucinare o essere riutilizzato come contenitore richiudibile e il 47% le confezioni disegnate per facilitare il trasporto.

Il 27% dei consumatori però dichiara di essere meno disposto a rinunciare alla confezione progettata per mantenere i prodotti puliti e intatti, il 30% all’imballaggio che mantiene i prodotti in buone condizioni, il 33% alle istruzioni per l’uso e per la cottura e il 34% agli imballaggi che mantengono i prodotti più a lungo e più freschi. Solo un consumatore globale su dieci non rinuncia a nessun aspetto della confezione per il miglioramento dell’ambiente.

Secondo la ricerca poco più della metà dei consumatori Europei rinuncerebbe all’imballaggio degli alimenti, a dispetto degli asiatici (42%), mentre i più disposti sarebbero quelli Nordici (fino al 70% infatti). Complessivamente, i due aspetti del packaging a cui i consumatori non sarebbero disposti a rinunciare sono la confezione di tipo “protettivo” – che mantiene i prodotti in buone condizioni, e gli aspetti igienici dell’imballaggio – che mantengono i prodotti puliti.



“I consumatori di tutto il mondo, preoccupati per la salvaguardia dell’ambiente, chiedono azioni sempre più forti e concrete ai distributori e ai produttori di beni di Largo Consumo per la protezione dell’ambiente. E se la confezione non fosse una priorità per i consumatori, è certamente una priorità crescente che l’industria alimentare non può ignorare” ha dichiarato Dodd. Infatti, secondo la ricerca semestrale Nielsen Global Environmental Concerns, la percentuale dei consumatori che hanno affermato di essere molto preoccupati per lo spreco della confezione è passata dal 31 al 40% tra maggio e novembre 2007. Nell’ultima ricerca, la preoccupazione per lo spreco delle confezioni è aumentata più di quelle ambientali superando la preoccupazione per il cambiamento climatico, per la scarsità d’acqua, per l’inquinamento dell’aria e dell’acqua e per l’utilizzo di pesticidi.

In diversi Paesi, consapevoli dal punto di vista ambientale, gli studi rivelano le preferenze dei consumatori per l’imballaggio riciclabile, biodegradabile e sicuro dal punto di vista dello smaltimento – utilizzando materiali come la carta, il cartone e/o il vetro piuttosto che la plastica o il polistirolo. La confezione di vetro, per esempio, è considerata igienica, inerte, riciclabile, resistente alle alte temperature e potenzialmente capace di prolungare la durata del prodotto. Il suo appeal estetico dà segnali positivi sull’autenticità, sulla qualità e sull’efficacia del prodotto. “Stiamo incominciando a riscontrare reazioni negative nei confronti delle plastiche che non sono riciclabili o di quei composti chimici che possono portare a una contaminazione e a una decomposizione del prodotto”, ha concluso Dodd.



Ma saremmo davvero in grado di fare a meno dei coloratissimi packaging, che spesso ci aiutano a riconoscere un prodotto di nostro gradimento o altre volte addirittura a scegliere un articolo anziché un altro? Trovo che il problema sia di grande attualità soprattutto in Italia , ma di difficile risoluzione. Provate ad immaginare cosa potrebbe significare un cambio di abitudini così radicale, cosa si inventerebbero le società di marketing per promuovere le novità? Riuscirebbero anche loro a trovare uno slogan e una campagna pubblicitaria ecocompatibile?





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