Addio, vecchia cabina telefonica!

Cultura - Attualità



A partire dagli anni settanta i telefoni pubblici furono gradualmente sostituiti in tutto il mondo dai chioschi aperti dotati di telefono, per garantire un accesso più facile ai portatori di handicap e per scoraggiare, con la relativa mancanza di privacy.

In Italia l´installazione della prima cabina telefonica pubblica risale al 10 febbraio 1952, in piazza San Babila a Milano, per iniziativa della concessionaria Stipel. La struttura era in metallo e vetro, materiali impiegati anche nel corso dei decenni successivi: dal punto di vista estetico, nulla a che vedere con la cabina telefonica per antonomasia, la red telephone box londinese! In precedenza i telefoni pubblici erano esclusivamente installati presso esercizi pubblici quali bar, edicole o nei Posti Telefonici Pubblici (PTP).


Durante gli anni settanta le cabine telefoniche divennero un elemento sempre più diffuso nel paesaggio urbano italiano. Nel 1971 erano installate circa 2.500 cabine, mentre alla fine del decennio le cabine ammontavano già a 33.000. Il telefono pubblico era ormai largamente diffuso per le strade.


Dato il crescente utilizzo di telefonia cellulare, VoIP e Internet, il traffico sulla rete di telefonia pubblica nel 2007 è praticamente dimezzato, avvicinandosi sempre più allo zero. Le conversazioni da un telefono pubblico hanno raggiunto nel 2007 appena 300 milioni di minuti, contro i circa 600 milioni del 2006, registrando un calo del 43%.

E’ per questo che nel giro di qualche anno potremo dire addio, o quasi, alla cabina telefonica. L’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con propria delibera ha infatti messo a punto un piano di rimozione dei telefoni pubblici su tutto il territorio nazionale, al ritmo di 30 mila l’anno.


Non tutte le cabine telefoniche però spariranno, visto che sarà possibile inoltrare all’Agcom una richiesta di opposizione alla rimozione. Concretamente, prima di essere eliminata, nella cabina sarà apposta la dicitura “Questa cabina sarà rimossa il …“: tramite l’indirizzo e-mail cabinatelefonica@agcom.it (messo a disposizione dall’Autorità) sarà possibile opporsi, ad esempio con la motivazione che nell’area c’è scarsa copertura della rete mobile o la cabina viene utilizzata frequentemente dalla collettività.


Allo stesso modo, sempre attraverso l’indirizzo cabinatelefonica@agcom.it gli interessati potranno segnalare cabine telefoniche per le quali lo stato di rimozione è incompleto o che versano in completo stato di abbandono. Acquisita la segnalazione ed effettuate le dovute verifiche, l’Autorità imporrà la rimozione completa entro un termine ben preciso.


Affinché l’opposizione sia valida, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella delibera fa presente che, pena l’inammissibilità della richiesta, debbono essere inoltrati a mezzo e-mail i dati ed i recapiti del soggetto che si oppone alla rimozione, l’ubicazione della cabina telefonica interessata alla rimozione ed una esposizione sintetica dei motivi per i quali viene chiesto il mantenimento del telefono pubblico. A regime sul territorio nazionale dovrebbero quindi rimanere solo quei telefoni pubblici non solo perfettamente funzionanti, ma anche oggetto di utilizzo in luoghi “sensibili” come ad esempio le scuole e gli ospedali.

Ti rimpiangeremo, vecchia cara cabina telefonica?




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