Adolescenti: motorino fa rima con patentino.

Società - Famiglia



La voglia del motorino passa per il patentino. Il sogno di molti quattordicenni, che al raggiungimento della fatidica età speravano in un regalo a due ruote da parte dei genitori, avrà dal prossimo primo luglio un ostacolo in più. In quella data, infatti, entrerà in vigore il nuovo articolo del Codice della Strada (il 116, modificato dal decreto legislativo n. 9/2002) che prevede l’obbligo del certificato di identità per i giovani dai 14 ai 17 anni che guidano un ciclomotore da 50 cc, il mitico “cinquantino”.



Sicuramente un sollievo in più per mamme e papà, combattuti tra la voglia di realizzare i desideri dei figli ed i pericoli della strada. E non senza ragione. Nel corso del 2003 (su dati Censis) quasi il 20 per cento dei ragazzi tra i 13-19 anni che si spostano nel traffico con ciclomotori e scooter è rimasto vittima di un incidente, e 7 volte su 10 gli infortuni in motorino hanno avuto come conseguenza il ferimento della persona (in particolare, hanno provocato lesioni gravi nel 6,7 per cento dei casi).



Tra le cause l’alto grado di motorizzazione precoce (attualmente circolano 720 mila ciclomotoristi minorenni, ovvero 6 giovani su 10) ma soprattutto i comportamenti inadeguati e la scarsa capacità di valutare i rischi. Se almeno per l’uso del casco c’è il rispetto delle regole (non lo usa solo l’8,6 per cento), non così si può dire per altre trasgressioni: quasi 6 ragazzi su 10, ad esempio, circolano in due sul motorino, percentuale che sale ad un incredibile 83,5 per cento nel Sud, dove viaggiare in due sui cinquantini è praticamente la norma.



Ed il fatto che manchi completamente qualsiasi forma di educazione stradale per i giovani (obbligatoria nelle scuole dal 1992), lo dimostrano anche i primi dati sugli esami del nuovo patentino. Dallo scorso dicembre sino ad oggi, dei 230 mila ragazzi che hanno sostenuto l’esame per il patentino – che consiste solo in una parte teorica con un elenco di quiz sul codice della strada – ben il 30 per cento (70 mila) è stato bocciato.



Colpa, sicuramente, del ritardo con cui le scuole dell’obbligo si sono attrezzate per tenere i previsti corsi in vista dell’esame, ma anche degli alti costi che dovranno sostenere le famiglie. Se nelle scuole il costo del corso, della durata di 20 ore, è pari a 30 euro, nel caso si dovesse optare, vuoi perché la scuola non è in grado di soddisfare tutte le domande che crescono ad una media di 13-15 mila al giorno, per una scuola guida il prezzo sale sino a 200-300 euro. Insomma, sicuramente una buona novità quella del patentino, ma organizzata, come sempre, all’italiana. Ovvero in tutta fretta (ed il ministro dei trasporti Lunardi sembra non cedere alle pressioni per una proroga dell’obbligo) e senza le strutture adatte.




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