Adozioni: il caso degli orfani per legge

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C´è qualcosa che non funziona bene nel delicato meccanismo degli affidi familiari. Lo dimostrano i molti casi di esposti giunti sui tavoli della magistratura milanese nelle ultime settimane di genitori che si ritengono ingiustamente imputati di abusi sui figli, cui è stata tolta la patria potestà. Un tema difficile, partito dal caso di un tassista milanese, Marino V., assolto dopo tre anni dall´accusa infamante di aver molestato sessualmente la figlioletta, periodo in cui gli sono stati sottratti i figli dal Tribunale dei Minori. Da qui sono fioccate a decine le lettere-esposto a pubblici ministeri di genitori che ritengono di aver subito errori simili.




Sul banco degli imputati i metodi d´indagine di magistrati, psicologi e dello stesso Tribunale dei Minori. Nella richiesta d´assoluzione del tassista, lo stesso pm dell´udienza, Tiziana Siciliano, aveva contestato i metodi d´indagine e il ruolo dei consulenti dello staff investigativo del collega Pietro Forno. Una polemica senza precedenti tra magistrati milanesi che ha scatenato un polverone. Ma che per ora non ha consentito ai due genitori di vedere ancora i propri figli, che continuano a restare orfani per legge: la piccola da quando aveva cinque anni (e oggi ne ha otto), suo fratellino da quando ne aveva nove (e ora ne ha dodici).




Secondo la legge italiana un minore può essere sottratto ai genitori quando si verifica una situazione di abbandono materiale o morale. L´allontanamento può anche essere deciso con un cosiddetto provvedimento d´urgenza. I piccoli vengono quindi affidati per una durata media complessiva di quattro anni e mezzo ad una famiglia o inseriti in un istituto. I casi di affido familiare riguardano nel nostro paese un totale di circa 11 mila bambini, di cui il 6,4 per cento sono stranieri. Sedicimila invece sono quelli alloggiati in un istituto.



Dopo le lettere denuncia sugli errori giudiziari, il dibattito su questo tema, in cui si intrecciano sentimenti e legge, resta aperto. Non è opportuno peggiorare la situazione mettendo sul banco degli accusati tutti i magistrati che si occupano di questo tema delicatissimo - ha scritto Fulvio Scaparro sul Corriere della Sera -; per mia esperienza, i fanatici, i Torquemada, gli incompetenti e gli opportunisti sono una minoranza. Indignata invece la reazione dell´avvocato Luigi Vanni, che fece assolvere il tassista: Il vero caso sempre più attuale è quello di una giustizia minorile che si dimostra minorata: un apparato in cui i bambini e i loro genitori non hanno nessun diritto. Il tribunale dei minori è l´unico giudice speciale sopravvissuto al fascismo: ora dev´essere abolito. La giustizia ordinaria ha regole assai più certe ed offre ben maggiori garanzie contro gli errori giudiziari.




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