Affidamento: famiglie in prestito.

Società - Politica



Famiglie in “prestito” . Ma pur sempre famiglie, con tutti le gioie e dolori conseguenti. Parliamo di affidamento, una scelta coraggiosa e di grande sensibilità ma che senza a decollare nel nostro paese, nonostante le campagne di promozione lanciate dal ministero del Welfare. I motivi sono molti, tra cui una contano molto le difficoltà economiche delle famiglie italiane d’oggi, cui l’aiuto dello stato (si va dai 300 ai 400 euro di rimborsi mensili per gli affidatari) non va certi incontro.



Gli ultimi dati disponibili sulla situazione affido in Italia risalgono al 1999, quando le famiglie affidatarie coinvolte erano 4.200 e 400 i single. Il 40 per cento di chi accoglie i figli - che nell’87 per cento dei casi hanno subito abusi o gravi trascuratezze da parte dei genitori naturali – ha un’età media di 45 anni, spesso con diploma o laurea. Solo il 42 per cento dei minori al termine del periodo di affidamento (la durata è di due anni ma in casi particolari è possibile prolungarlo sino alla maggiore età) torna dai genitori. I restanti o vengono addottati o finiscono in comunità.



L´affidamento familiare è regolamentato dalla legge 184/1983 (Disciplina dell´adozione e dell´affidamento dei minori), modificata con la legge 149/2001 (Diritto del minore ad una famiglia). Prevede che “un minore, privo di un ambiente familiare idoneo, possa essere temporaneamente affidato ad un´altra famiglia, a una persona singola o a una comunità di tipo familiare che gli assicuri il mantenimento, l´educazione, l´istruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno”. I minori in comunità o nei vecchi orfanotrofi (saranno aboliti nel 2006) che possono usufruire di questa alternativa sono 23 mila.



Proprio per cercare di incentivare la pratica dell’affido sono nati alcuni progetti alternativi interessanti, come quello sostenuto dall’AiBi (Associazione amici dei bambini) per l’apertura di case-famiglia gestite in cooperazione, una sorta di luogo di transito verso l’affido (ce ne sono una Napoli, una a Reggio Calabria e due appena aperte a Milano). A Milano, su iniziativa della Provincia, è stato lanciato un progetto per creare famiglie affidatarie professionali (come avviene in Germania). E sempre a Milano, su iniziativa del Cam, è nato il “bed & breakfast protetto”, una forma nuova di ospitalità familiare retribuita (15 le famiglie coinvolte) che favorisce lo sviluppo dell’autonomia e della responsabilità del ragazzo, garantendogli un punto d’appoggio, senza un eccessivo coinvolgimento emotivo delle famiglie affidatarie.




Tag:


Presente in:

Società - Politica

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)