Aids: il dramma dell´africa

Medicina - Attualità



Davide contro Golia. Davide sono tutti quei medici che stanno compiendo grandi sforzi (e molti risultati sono arrivati) per debellare la malattia, che e´ il vero Golia della situazione. Stiamo parlando di Aids, il virus di immunodeficenza Hiv, che secondo le previsioni del governo americano, uccidera´ nei primi dieci anni del nuovo millennio piu´ persone di quanti soldati siano morti in tutte le guerre del Novecento.

L´allarme arriva soprattutto dai paesi del terzo mondo, Africa in testa, dove la situazione e´ altamente drammatica. Nei territori sub sahariani vive il 70 per cento delle persone infette nel mondo, il 55 per cento delle quali sono donne. L´8 per cento egli adulti sono sieropositivi e da quando e´ stata identificata la malattia i morti sono stati ben 11 milioni, cosa che ha portato l´aspettativa di vita in Sudafrica, che faticosamente era salita a 59 anni nel 1990, a ripiombare vicino ai 45 entro il 2010. Dati che hanno spinto il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, a proclamare la battaglia contro l´Aids come la priorita´ assoluta nei confronti del continente africano.

Nei paesi occidentali le cose vanno solo leggermente meglio. Basti pensare che, secondo i dati Istat, l´Aids e´ la prima causa di morte nei maschi italiani tra i 18 e i 40 anni, la seconda nelle donne della stessa fascia di eta´. La cosa che ha sconcertato maggiormente medici ed esperti e´ stato il cambiamento radicale che ha fatto la malattia negli ultimi dieci anni: dagli omosessuali e dai tossicodipendenti, il rischio e´ passato agli eterosessuali. Se nel 1989 il 70 per cento dei contagi riguardava i tossicodipendenti, oggi la maggioranza avviene per via sessuale. E l´incremento della malattia nell´Africa e´ una chiaro esempio di questo stato di cose.

Nonostante questo la ricerca ha fatto passi da gigante. Le condizioni e le aspettative dei sieropositivi sono migliorate e molte sono le sperimentazioni in atto per trovare un vaccino. Tra questi l´ultimo e´ un preparato italo-franco-americano messo a punto da Robert Gallo, uno dei maggiori esperti mondiali di Aids, e sperimentato su cinque italiani sani. Dalla primavera di quest´anno dovrebbe iniziare la fase 3, cioe´ lo studio sull´efficacia e la protezione sia in soggetti sani che in pazienti infettati. Passi avanti, certamente, ma la guardia non va mai abbassata. E voi, quando pensate che si potra´ arrivare a trovare un vaccino contro l´Aids? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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