Al vittoriano tutto modigliani.

Cultura - Arte



“Poeta ardente e pittore grande fra i grandi. Passò come una meteora; tutto grazia, tutto collera, tutto sprezzo. La sua anima altera di aristocratico aleggiò a lungo fra noi nei riflessi cangianti dei suoi begli stracci versicolori” (P. Guillaume, 1930).


Modigliani manca da Roma da molti anni; l’ultima mostra fu organizzata nel 1959 da Palma Bucarelli alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Ma fino al 20 giugno 2006 il Complesso del Vittoriano propone l’intero percorso creativo di Modigliani attraverso una significativa retrospettiva di circa cento opere tra oli, acquerelli, sculture e disegni, realizzati dagli anni della formazione al 1919. Un vero e proprio omaggio all’artista livornese
soprannominato Modì, curiosa omofonia con maudit, artista maledetto, morto nel 1920 a soli 35 anni.


Parteciperanno alla mostra con i loro capolavori importanti musei pubblici e prestigiose collezioni private di tutto il mondo. La Mostra, che nasce sotto l´Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è promossa dal Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali, Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche, Assessorato alla Comunicazione - unitamente alla Provincia di Roma -  Presidenza, Assessorato alle Politiche della Cultura, della Comunicazione e dei Sistemi Informativi - e alla Regione Lazio - Assessorato Cultura, Spettacolo e Sport.


Bohèmien, dandy, eccentrico, raffinato, irrequieto, magneticamente bello e seduttivo, su Amedeo Modigliani aleggia la fama di artista maledetto. Scrive l´amica russa Anna Achmatova: “tutto il divino scintillava in Modigliani solo attraverso una tenebra. Era diverso, del tutto diverso dal resto del mondo... Mi parve circondato da un compatto anello di solitudine”. Lo descrive mentre ama errare di notte per Parigi, declamando a memoria i versi di Baudelaire, Verlaine, Mallarmé; mentre recita interi canti della Divina Commedia nei giardini del Lussemburgo o seduto ad un caffè di Montparnasse.


A tratti esibizionista, non a caso Picasso ci racconta un po’ malignamente delle sue clamorose scenate di ubriachezza, dei suoi celebri tornados fatti platealmente ai crocicchi di Montparnasse. Il poeta Max Jacob, di cui in mostra un veloce ritratto a matita, ci racconta della sua eleganza “tipicamente italiana”: i grandi foulard bianchi, le larghe giacche di velluto un po’ logoro, l’inseparabile Borsalino.


Energia focosa scorre nelle sue vene. Di sé l’artista scriveva: “Io stesso sono in preda allo spuntare e al dissolversi di energie fortissime: io vorrei invece che la mia vita fosse come un fiume ricco d’abbondanza che scorresse con gioia sulla terra...”. E ancora: “l’uomo che dalla sua energia non sa
continuamente sprigionare nuovi desideri e quasi nuovi individui destinati per affermarsi sempre e abbattere tutto quello che è di vecchio e di putrido restato, non è un uomo, è un borghese, uno speziale, quel che vuoi”. Non manca nulla: c´è la polemica antiborghese, la condanna del passato, l´ardore nell´affrontare la vita e l´arte.


La produzione artistica di Modigliani si intreccia intensamente con la sua vita, le donne amate, le amicizie, i letterati, i poeti e i pittori frequentati...


I ritratti


Lo stesso artista racconta: “Per lavorare ho bisogno di un essere vivo, di vedermelo davanti. L´astrazione mi affatica, mi uccide ed è come un vicolo cieco”. Una cifra linguistica personalissima contraddistingue i ritratti di Modigliani: lunghi colli sinuosi sorreggono, quasi corolle su fragili steli, volti allungati costruiti da un segno sottile che si snoda leggero, con singolare purezza, chiudendo le forme in un ritmato giuoco di arabeschi di squisita eleganza. Nella mostra spiccano gli splendidi ritratti di Monsieur Chéron, del poeta polacco Leopold Zborowski, di Paul Guillaume, di Monsieur Baranowski, del dr.François Brabander, di Jean Cocteau.


I nudi


Annota l’amica Anna Achmatova che Modigliani “sulla Venere di Milo diceva che le donne bellissime, dal bel corpo, che vengono scolpite e dipinte, sembrano sempre goffe quando sono vestite”. Veri e propri capolavori, a Roma si possono ammirare il Nudo sdraiato del 1916, il Nudo coricatocon le mani unite del 1917, il Nudo coricato col braccio destro dietro la testa del 1919.


Le Cariatidi

La figlia Jeanne racconta che Modigliani provava un amore sviscerato per il disegno: “I disegni sono rivelatori. Dimostrano questa qualità innegabile di percepire il soggetto plasticamente come uno scultore”. La mostra modigliani offre l’opportunità di vedere studi, disegni, acquarelli, tempere per le Cariatidi, figure di donne accovacciate con le braccia levate, dalle forme opulente, tondeggianti, ricche di rimandi all´arte primitiva, greca antica, tribale, etrusca, negra; testimonianza eccezionale dell´indagine volumetrica dell´artista e del “culto personalissimo tributato alla figura femminile della quale propone un´interpretazione arcaica, alla ricerca di una bellezza ideale in cui il sensuale si mischia allo ieratico, l´audacia alla grazia, la dolcezza al mistero”. (R. Chiappini).



Modigliani


Roma, Complesso del Vittoriano


Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)


24 febbraio - 20 giugno 2006


Tel. 06/6780664


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