Alcolismo: pericolo giovani

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Giovani sempre più attratti dalla bottiglia. Soprattutto ragazze, le cui bevitrici fuori pasto sono raddoppiate nell’arco di cinque anni. Sono i dati, allarmanti, rilevati dall’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di Sanità, e presentati il mese scorso Roma. Che fanno riflettere sulla necessità di una nuova strategia di prevenzione per le età più giovani.



In generale, comunque, rispetto al passato la situazione dell’alcolismo in Italia è sicuramente migliorata. Dai quasi quattordici litri di alcol annui pro capite degli anni Settanta, si è passati agli attuali 7,6. Grazie soprattutto alla netta diminuzione del consumo del vino, dimezzato negli ultimi 30 anni (dai 114 litri annui pro capite del ’70 agli attuali 52), mentre di pari passo è aumentato il consumo della meno alcolica birra (da 11 a 28 litri annui pro-capite).




L’attrazione per Bacco sembra attrarre sempre più donne che uomini. Se questi ultimi restano grandi consumatori di bevande alcoliche (nel 2000 il 70,5 per cento beveva vino ed il 62,1 per cento birra, ma in ribasso rispetto agli anni precedenti) le donne bevitrici, pur essendo meno dei maschi (il 44,7 per cento beveva vino ed il 33,9 per cento birra), stanno lentamente crescendo: +9,5 per cento nella birra e +1,2 per cento nel vino.




Ma sono le differenze di comportamento delle varie età a lanciare i messaggi più preoccupanti. Dal ’90 e ’95 i giovani che consumano alcolici fuori pasto sono saliti in modo esponenziale. L’incremento più alto riguarda le ragazze tra i 14 e i 17 anni, salite del 104 per cento, e quindi praticamente raddoppiate, mentre i ragazzi maschi di pari età sono saliti del 31 per cento. Aumenti significativi anche nella fascia dai 18 ai 24 anni: +20 per cento i ragazzi e +50 per cento le ragazze.




Sconcertano anche quei tremila quattordicenni (1 per cento) che hanno dichiarato di aver bevuto nel 2000 più di mezzo litro di vino al giorno. Ma moltissimi vanno oltre. Cominciando sin da subito con i superalcolici. Il 6 per cento dei 14enni ed il 3 per cento delle 14enni hanno già il vizio degli amari.




“Numerose evidenze – conferma Emanuele Scafato, responsabile dell’Osservatorio che ha curato l’indagine – dimostrano che i bevitori non adulti risultano più spesso inclini a comportamenti che li espongono a rischi o danni alla salute. Ingurgitano alcolici non perché ne trovino piacere, ma per ubriacarsi al di fuori del controllo familiare. Inoltre il bere alcol sta diventando una sorta di droga di accesso, o di ponte. Può costituire una delle possibili modalità di approccio ad altre sostanze illegali”.



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