Alimentazione: arriva il “cibo crudo”

Cucina - Dieta



Nudo e crudo. Parliamo di gastronomia, ovvero di cibo “vivo” e non cucinato. Una tendenza che in America è già moda culinaria. Si chiama “raw food” (ma anche “living food” o “organic food”) e non ha niente a che vedere con l’oramai internazionale sushi giapponese, se non la filosofia di mettere nel piatto alimenti crudi. Dalla carne alle verdure, dal pesce alla pasta. Senza esclusioni.




Quello del “raw food”, in un’America ossessionata dalle diete e dall’obesità, ha già raggiunto la forma di un vero e proprio movimento. Che conta moltissimi seguaci (si parla di almeno un milione). Basta vedere la sfilza di siti internet dedicati all’argomento o i molti libri sul tema scritti dai “guru” della crudità, dal californiano David Wolfe (più di cento mila copie vendute del suo “The Sunfood diet success system”) a Stephen Arlin (il suo “Raw Power!” è già giunto alla terza edizione).



Per non parlare dei ristoranti, dove c’è la lista d’attesa per sedersi ai loro tavoli, come il “living food” Roxanne’s di Roxanne Klein, a Larkspur, California, o il Quintessence di New York. Dove potete mangiare piatti come le lasagne vegetali servite a temperatura ambiente e condite con 30 spezie diverse o il tonno uncooked.



Il loro motto è: il cibo crudo è migliore e più buono di quello cotto. Quest’ultimo, infatti, proprio con la cottura, perde molti enzimi e vitamine. Il crudo, invece, manterrebbe il sapore dei cibi e di tutte le loro proprietà nutritive. Ma qualcuno sottolinea anche il risparmio di tempo nella preparazione.



Molti nutrizionisti però storgono il naso: “La cottura è stata fondamentale per la storia dell’uomo – spiega Marcello Ticca, nutrizionista e docente di Storia dell’alimentazione –; cuocendo noi rendiamo gli alimenti più digeribili, commestibili e più gradevoli. Soprattutto li rendiamo igienicamente più sicuri, distruggiamo enzimi che farebbero degradare l’alimento, rendiamo il cibo conservabile”.



Insomma, come ha detto anche Margaret Mead, “è più facile far cambiare idea ad un uomo sulla religione che sull’alimentazione”. Eppure anche nell’Italia della dieta mediterranea, i crudisti stanno avanzando, almeno a livello di curiosità o sperimentazione. Come è il caso di Moreno Cedroni, chef marchigiano specializzato in una cucina del crudo – più di pesce che di carne, in realtà - che ha pubblicato il libro “Sushi&susci” (5 mila copie vendute), dove mescola suggestioni giapponesi alla cucina marchigiana.



Tag:


Presente in:

Cucina - Dieta

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)