Alimentazione: arriva l’eco-pesce

Cucina - Dieta



Il pesce, uno degli alimenti più sani e completi . Ma anche a rischio, visto che gli stock ittici stanno diminuendo in tutto il mondo. Per questo Legambiente , sulla scia dell’inglese “The Good Fish Guide”, ha deciso di proporre anche per l’Italia una guida etica per il pesce in tavola . Una serie di consigli sui prodotti ittici da dimenticare, per non intaccare l’ecosistema marino, e anche su quelli dimenticati, magari perché la loro preparazione richiede qualche minuto in più.




Nell’elenco dei “proibiti”, al primo posto ci sono i datteri di mare , la cui pesca e commercializzazione è vietata in Italia dal 1998, una regola che però molti infrangono. O preferiscono evitare magari facendo un salto nei ristoranti della vicina Croazia, dove un piatto di spaghetti di datteri lo si può sempre trovare, anche se a carissimo prezzo. Per prelevare uno di questi molluschi, che impiegano vent’anni a raggiungere cinque centimetri di lunghezza, bisogna rompere a colpi di picozza la copertura biologica dello scoglio su cui cresce, con gravissimi danni per l’ecosistema marino . Per un’unica porzione deve essere distrutto un tratti di fondale lungo 33 centimetri e largo altrettanto.



Altre specie vietate, e assolutamente da evitare, sono la neonata di sarda e di acciuga , dannose perché intaccano notevolmente gli stock di queste specie, la cicala di mare , crostaceo simile all’aragosta che nei nostri mari è al limite dell’estinzione, ed in genere i piccoli di tutte le specie . “Dobbiamo cominciare ad adottare abitudini più etiche – spiega Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente – perché gli stock ittici stanno diminuendo , anche qui nel Mediterraneo”.




Ma se da una parte ci sono pesci da evitare, esistono anche molte specie “dimenticate” o poco utilizzate , e quindi da recuperare. Tra queste Legambiente mette tutto il pesce azzurro (acciughe, sardine, sgombri, etc.), molto abbondate sui nostri mari e la cui pesca non danneggia l’ambiente marino, e alcune specie ittiche dei nostri mari, ottime da mangiare ma ributtate in acqua dai pescatori perché hanno scarso valore di mercato come i gronchetti, le mustelle, i sugarelli, le alaccie, le argentine e le sciabole. Poco pescato è anche il tonno minore , specie considerata invece una delle più prelibate del Mediterraneo.




Dal punto di vista nutrizionale il pesce resta comunque un alimento fantastico, grazie soprattutto ai grassi omega 3 , che riducono il livello di colesterolo e migliorano la funzionalità cardiovascolare. Ci sono, poi, i cosiddetti “pesci per il buon umore”: sgombri, cefali, merluzzi, seppie, calamari e polpi, molto presenti nei nostri mari le cui carni sono ricche di sostanze che hanno ottimi effetti di prevenzione dei disturbi dell’umore e che combattono la depressione. Per mangiare con gusto pensando anche alla salute.



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