Allarme allergia: da fenomeno stagionale a disturbo permanente

Medicina - Allergie







Polvere, acari, polline, peli di animali, alimenti: questi sono solo alcuni dei fattori scatenanti le allergie, fenomeno frequente e soprattutto in aumento. Si calcola infatti che ne soffra in Italia un bambino su quattro.



L’allergia è una reazione del nostro sistema immunitario nei confronti di una qualche sostanza esterna, entrata nel nostro corpo per inalazione, iniezione o ingestione. Le ragioni che causano le allergie sono diverse e vanno da quelle genetiche a quelle ambientali: non è mai un solo elemento a indurre la loro comparsa, ma una serie di fattori.



Innanzitutto va considerata la componente ereditaria: l’Asthma and Allergy Foundation of America ha stabilito che, se un genitore è allergico, i figli hanno il 30 per cento di probabilità di diventarlo; la percentuale sale al 56 se di una qualche forma di allergia soffrono sia mamma che papà. Non è però scontato che il tipo di allergia sviluppato sia il medesimo. Altri fattori, quindi, incidono sullo sviluppo delle manifestazioni allergiche. Gli esperti chiamano in causa le mutate condizioni di vita e quindi quelle ambientali. Le nostre case non sono sufficientemente ventilate, hanno tutte i doppi vetri e non disperdono calore. Sono quindi l’ambiente ideale perchè vi proliferino gli acari della polvere, che si nutrono delle piccole squame di pelle dl nostro corpo e che, con le microscopiche feci che diffondono nell’aria, sono diventati una delle principali cause di riniti allergiche ed asma. Nell’ambiente domestico agli acari si sommano le muffe che si formano sulle pareti a causa dell’umidità, le particelle del fumo di sigaretta, le emissioni di biossido d’azoto di scaldabagni e cucine a gas, le sostanze inquinanti di detersivi, smacchiatori o pesticidi.



Anche il clima è stato additato come una delle cause del diffondersi delle allergie. È stato calcolato dall’Oms che negli ultimi vent’anni il periodo di massima diffusione dei pollini in Europa si è allungato di una ventina di giorni, a causa delle primavere precoci e degli autunni tardivi. Qualcosa è cambiato nell’ambiente in cui viviamo e l’uomo ne è in parte responsabile: studi condotti dal dipartimento di immunologia dell’Università della California Ucla hanno stabilito una correlazione fra gli agenti inquinanti e l’esplosione delle allergie. Esiste anche un’ipotesi igienista, che sostiene che i bambini sono più vulnerabili e predisposti a sviluppare reazioni allergiche a sostanze inoffensive (alcuni alimenti, come arachidi i gamberetti) perchè il sistema immunitario non è sufficientemente stimolato a produrre difese nell’antisettico contesto delle città moderne.



Come difendere quindi i nostri figli dal rischio sempre maggiore di sviluppare reazioni allergiche? I medici consigliano alle mamme di prolungare fino ai sei mesi di vita del neonato l’allattamento al seno. Attraverso la placenta durante la gestazione e poi con il latte materno, ai piccoli vengono trasmesse immunoglobuline specifiche, che li proteggono da eventuali infezioni. Alcune precauzioni possono essere messe a punto anche all’interno dell’ambiente domestico, arieggiando le stanze, preferendo un tipo di arredamento facile da spolverare e pulire, esponendo materasso, lenzuola e cuscini al sole e all’aria. Il laboratorio milanese di domotica della Fondazione Politecnico sta addirittura cercando di sviluppare un sistema di monitoraggio, basato su sensori capaci di indicare il grado di umidità dell’aria negli ambienti e di segnalare fattori inquinanti.




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