Allarme dottori malattie della pelle

Medicina - Allergie



La pelle dei bambini è a rischio: in Italia i casi di dermatite atopica, una patologia a carattere cronico che colpisce prevalentemente l’infanzia, manifestandosi con rossore, secchezza cutanea, prurito intenso e la formazione di vescicole e croste, sono in forte aumento. In meno di dieci anni, il numero dei bambini della fascia di età 6-7 anni con dermatite atopica è cresciuto fino al 6,2 per cento. E anche tra i ragazzi più grandi, quelli della fascia di età 13-14 anni, le diagnosi sono aumentate di circa il 2 per cento. Oggi in Italia, i bambini tra 0 e 14 anni che ne soffrono sono circa un milione.


“L’incremento della dermatite è legato soprattutto al mutato stile di vita”, afferma Alessandro Fiocchi, direttore della Divisione di Pediatria presso l’Ospedale Macedonio Melloni di Milano. “La crescita viene infatti registrata soprattutto nei Paesi occidentali e in quelli che si stanno occidentalizzando. Come le malattie a carattere allergico, la dermatite colpisce soprattutto i bambini che vivono in famiglie poco numerose (ne sono affetti in particolare i primogeniti), caratterizzate da un elevato livello culturale, residenti nelle città”.


La dermatite in Italia colpisce il 7 per cento dei bambini. Nel 65 per cento dei casi si manifesta entro il primo anno di vita, nel 90 per cento entro i cinque anni. Tra i 6 e i 7 anni ne soffre il 14 per cento, mentre tra i 13 e i 14 anni la percentuale scende all’11 per cento. Ma anche gli adolescenti sono colpiti: superata la fase della pubertà, in circa il 50 per cento dei casi si osserva un miglioramento spontaneo dalla malattia, mentre nel rimanente 50 per cento la patologia permane.


I sintomi di questa malattia sono facilmente riconoscibili: il bambino infatti presenta alterazioni cutanee evidenti, manifesta una forte tendenza a grattarsi, è irrequieto, ha difficoltà a dormire, nella crescita presenta facilità di rinite e asma oltre a numerose allergie alimentari. “La manifestazione più frequente è quella dell’eczema classico con arrossamento, vescicole, croste e prurito intenso”, spiega Carlo Gelmetti, responsabile del Servizio di Dermatologia Pediatrica presso l’Istituto di Scienze dermatologiche dell’Università di Milano. “Nei primi mesi di vita sono spesso colpiti la testa, le guance e le superfici estensorie degli arti. Dopo il primo o secondo anno di età le zone più interessate sono il viso, le mani e le pieghe dei gomiti e delle ginocchia”.


La dermatite atopica è caratterizzata dall´alternanza di fasi di riacutizzazione, che si osservano soprattutto durante la stagione fredda, e di fasi di remissione, che si verificano prevalentemente in estate grazie all´azione benefica dei raggi ultravioletti. Oltre alle manifestazioni cutanee, questa patologia, specie quando si presenta in forme molto acute, può avere un impatto sulla qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie; in quanto, in certi casi, può esporre i piccoli pazienti al rischio di discriminazioni da parte di coetanei.


In particolare negli adolescenti, alle prese con le ansie e le insicurezze di un’età di transizione, l’impatto della dermatite atopica può essere traumatico, specie quando la malattia si manifesta nelle aree del corpo più visibili, come il viso e il collo. Secondo ISOLATE, uno studio su larga scala condotto in 8 paesi, le manifestazioni della dermatite atopica intaccano l’autostima degli adolescenti che ne soffrono, causando in percentuali rilevanti episodi depressivi (52 per cento), difficoltà di concentrazione (37 per cento), disturbi del sonno (76 per cento) che si riflettono negativamente anche sulle loro prestazioni scolastiche; il 39 per cento degli adolescenti ha subito derisioni o umiliazioni a causa della condizione della loro pelle.




Per la terapia della dermatite atopica è da poco disponibile anche in Italia la prima valida alternativa ai corticosteroidi, il pimecrolimus. “Per ben 50 anni”, sostiene Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica dermatologica presso l’Università di Verona, “i corticosteroidi topici hanno costituito la terapia di riferimento per la dermatite atopica, ma il loro impiego a lungo termine è stato associato a una vasta gamma di pericolosi effetti collaterali. Oggi abbiamo invece un’alternativa valida, sicura ed efficace ai corticosteroidi. Questa nuova classe di farmaci, di cui fa parte pimecrolimus, anche per periodi di trattamento prolungato non presenta gli effetti collaterali dei cortisonici topici. Pimecrolimus, grazie alla sua formulazione in crema, si presta particolarmente bene per la terapia delle lesioni del volto e del collo ed applicato ai primi segni e sintomi agisce in modo da bloccare la recidiva al suo nascere e gli episodi di riacutizzazione”.


Per questo molte aspettative si sono concentrate su pimecrolimus, unica crema non steroidea a essere impiegata per il trattamento della dermatite atopica. Aspettative che hanno raccolto numerose conferme: i dati presentati quest’anno a Philadelphia, al congresso della Society for Investigative Dermatology (SID) hanno dimostrato che questo farmaco è in grado di ridurre la dermatite atopica nelle aree dove è maggiormente visibile, cioè su viso e collo, le parti del corpo dove i pazienti più piccoli sono maggiormente colpiti.


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