Allattamento: curarsi coi farmaci sì o no?

Medicina - Mamme



Allattamento senza rischi. Sono molte le mamme che, giustamente, scelgono di usare la massima cautela nell’assunzione di farmaci o di altri tipi di cure durante l’allattamento del neonato. Preoccupazioni giustificate? Non del tutto, almeno a quanto risulta da una recente ricerca svolta dall’ospedale Burlo Garofalo di Trieste su questo tema. Da cui risulta la scarsa informazione sugli effetti di determinati farmaci, che porta a scrupoli davvero eccessivi. Insomma, va bene la prudenza, basta non esagerare, col rischio di evitare di rivolgersi a cure particolari, anche quando sarebbero necessarie, mettendo a rischio la propria salute.



Dall’indagine dell’ospedale triestino, è risultato ad esempio come solo il 57% delle mamme hanno saputo dare, poco prima del parto e a tre mesi di distanza dalla nascita del bambino, risposte corrette. Uno degli esempi più eclatanti riguarda la possibilità o meno di effettuare radiografie durante l’allattamento. Per il 38% sarebbero, infatti, da evitare del tutto, mentre in realtà non esistono controindicazioni ed una mamma in allattamento può tranquillamente affrontare una radiografia in qualunque parte del corpo, senza ripercussioni.



Più complessa è la situazione riguardo ai farmaci. Nell’80% dei casi, nei foglietti illustrativi è scritto che il farmaco è controindicato in gravidanza ed in allattamento. Eppure per l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono davvero pochi i farmaci da non assumere in allattamento. Stesse rassicurazioni arrivano dal Burlo Garofalo. Analizzando le ricerche condotte sui singoli farmaci e sul meccanismo di azione, è risultato che sono pochissime le situazioni in cui la mamma che allatta non possa curarsi assumendo medicinali. Ecco i loro “divieti” e consigli.



No assoluto per i farmaci antitumorali (ma sono casi rari, anche perché in questi casi è sempre meglio evitare l’allattamento), così come per i farmaci attivi a livello di sistema nervoso (sedativi, ansiolitici, benzodiazepine), che passano nel latte, “sedando” anche il bambino. Nessun pericolo, invece, per le anestesie, sia generali che locali. Antibiotici e ormoni tioridei passano nel latte, ma in quantità minime da non essere tossici per il bambino; Tra gli antinfiammatori si può usare con tranquillità l’ibuprofene, mentre per altri tipi non esistono dati sufficienti. Insulina e eparina, infine, sono proteine che, pur passando nel latte, vengono digerite dal neonato e quindi “distrutte” dall’apparato digerente.




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