Ambiente: ecco le spiagge più belle.

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Come stanno i mari italiani? Una risposta arriva dalle due principali classifiche che eleggono le spiagge più belle della nostra penisola, quella “storica” di Legambiente (nata nel 1996), che assegna da una a cinque “vele” alle località balneari migliori, e quella più recente della Fee, la Fondazione per l’educazione ambientale, che invece assegna delle “bandiere blu” ai comuni che si sono maggiormente distinti, non solo per la qualità delle acque, ma anche per la tutela dell’ambiente.



Vele. La classifica di Legambiente, realizzata assieme al Touring Club e pubblicata sull’annuale “Guida Blu”, comprende ben 240 località. Le migliori, ovvero quello che hanno meritato cinque, sono 13 guidate dalla pugliese Otranto, che riconferma la leadership già conquistata nel 2003. Seguono Castiglion della Pescaia (Grosseto), Cinqueterre (La Spezia), Pollica e Pioppi (Salerno), Troppa (Vibo Valentia), Linosa e Lampedusa (Agrigento).



Bandiere Blu. Sono solo 86, invece le “perle” balneari elette dalla Fee, che a differenza di Legambiente è una fondazione europea per cui le classifiche valgono anche come riconoscimento e confronto con gli altri paesi dell’Unione. Quattro meno del 2003 (quando erano 90), che pone comunque il nostro paese al secondo posto dietro alla Spagna. Le regione che vanta il maggior numero di bandiere blu è l’Abruzzo con 11, seguito da Liguria, Marche e Toscana con 10.



Nonostante i criteri di classificazione siano simili (per Legambiente oltre al mare pulito valgono anche il paesaggio naturale, costiero e urbano, la vivibilità, i servizi turistici, la gestione del traffico e dei rifiuti, la qualità dei fondali e gli itinerari storico-culturali; per la Fee acque limpide, impianti di depurazione perfetti, aree pedonali, arredi urbani curati, strutture alberghiere ottime, aree protette pescherecci ecocompatibili) le differenze non mancano. Otranto e Cinqueterre, premiate da Legambiente ai primi posti, sono escluse dalla Fee, al contrario Anzio e Sabaudia, che meritano la ”bandiera blu” europea, hanno solo due vele per Legambiente.



“La principale differenza – spiega il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta – è che le bandiere blu vengono assegnate scegliendo tra i comuni che rispondono ad un questionario. Chi non invia il questionario non viene preso in considerazione. Inoltre la Fee valuta principalmente le politiche dell’amministrazione pubblica, i servizi, l’accoglienza turistica. Noi, invece, prendiamo in considerazione la vicinanza con un parco nazionale o un’area protetta o un centro storico di rilievo”.


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