Ambiente: i rischi del telefonino.

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Cellulare, l’oggetto d’amore-odio dei nostri tempi. Lo adorano i più giovani che hanno fatto degli sms il loro strumento di comunicazione preferito. Lo sopportano meno gli adulti, per i quali spesso non è altro che un’infernale macchinetta che consente di raggiungerli sempre ed ovunque, alla faccia della quiete e della privacy. Sia come sia, del telefonino è ormai impossibile farne a meno. In Italia ne circolano 54 milioni (quasi uno a testa, compresi neonati ed anziani), mentre nel mondo. Secondo i calcoli di Seiko Epson ed Inform, un’associazione americana indipendente specializzata in ambiente e salute, nel 2005 nel mondo saranno ben 500 milioni.



Eppure, nonostante questi dati, non esistono ancora studi scientifici certi sugli effetti dell’uso dei cellulari sulla nostra salute (l’Organizzazione mondiale per la sanità ne ha commissionato uno i cui risultati non saranno comunque disponibili prima del 2007). Come tutti gli apparecchi elettronici, i telefonini emettono onde elettromagnetiche. Ma la loro soglia è molto bassa, per legge non deve superare i 2 Watt per chilogrammo, un valore assolutamente sicuro secondo molti esperti. Basti pensare che le radiazioni emesse da un forno a microonde, che arriva a superare il centinaio di Watt, sono di gran lunga più pericolose. In ogni caso, la prudenza non è mai troppa ed il consiglio è di usare sempre l’auricolare, soprattutto in condizioni di scarso segnale.



Se dal punto di vista delle onde elettromagnetiche i cellulari possono ritenersi abbastanza sicuri, non altrettanto si puo’ dire riguardo al loro impatto ambientale. Metalli pesanti presenti soprattutto nelle batterie dei cellulari come il cadmio, il piombo, il mercurio ed il litio, sono molto dannosi per l’uomo, perché possono provocare alterazioni del sangue e danni al fegato, ai reni e ai sistemi circolatorio e nervoso. Meno diretto, ma altrettanto importante, è il rischio prodotto dal cattivo smaltimento delle plastiche e dei microcircuiti.



Per questi motivi sta prendendo piede il problema del corretto riciclaggio dei cellulari. Un tema di cui i consumatori nono sono ancora del tutto consapevoli, purtroppo. Secondo una ricerca condotta in Gran Bretagna dalla casa di cosmesi The Body Shop solo il 4 per cento dei nuovi acquirenti di cellulari durante l’ultimo Natale (750 mila gli apparecchi venduti) ha pensato seriamente al riciclo. Per questo l’azienda inglese ha lanciato un progetto che prevede la raccolta di fondi, pari a 5 euro per ogni telefonino riciclato correttamente, che verranno versati ad un’associazione britannica che aiuta bambini e donne vittime di violenza domestica.



E in Italia? Con l’operazione “Ricicla il tuo telefonino” la Vodafone ha raccolto in un anno quasi 600 chili di rame, oltre mille di materie plastiche, cento chili di fibre e due di metalli. Per disfarsi in modo corretto del proprio cellulare, comunque, ci si può rivolgere al proprio negoziante, che dovrebbe avere i contenitori per la raccolta differenziata. Oppure chiedere all’azienda municipalizzata dove si trovano i centri più vicini per il recupero dei rifiuti pericolosi. Intanto, è in arrivo anche una nuova direttiva dell´Unione Europea sul riciclaggio dei dispositivi elettronici, che riguarda anche i telefonini. A partire dai prossimi anni i produttori saranno obbligati a rendere i propri prodotti biodegradabili e riciclabili in grande parte.


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