Ambiente: italia “maglia nera”

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Acqua, auto e pesticidi. E’ la triade “nera” della situazione ambientale in Italia. Praticamente, nell’utilizzo delle risorse in questi campi siamo al primo posto in Europa, ovvero i peggiori e i più spreconi. Alla faccia della tutela dell’ambiente, spesso sbandierata a sproposito. Il dato, tra l’altro, è quanto di più ufficiale ci possa essere, perché arriva direttamente dall’ultimo rapporto realizzato dall’Agenzia europea per l’ambiente, presentato due settimane fa a Kiev nell’ambito della conferenza ministeriale “Ambiente per l’Europa”, che contiene i dati di ben 52 paesi (quelli dell´Unione europea, i Paesi dell´Europa Centrale ed orientale e quelli dell´Europa orientale, del Caucaso e dell’Asia Centrale). Ma vediamo, punto per punto, quali sono le “pecche” ecologiche del nostro paese.




Pesticidi e fertilizzanti. In Italia se ne consumano più che in tutto il vecchio continente. Esattamente 553 chili per chilometro quadrato di terra coltivata. In seconda e terza posizione di questa classifica “in negativo” ci sono Cipro e Malta. Per avere un’idea della quantità, si pensi che la media dell’Unione europea arriva a 120 chili per ettaro. I migliori, in Europa, risultano essere i paesi dell’Europa centrale ed orientale, con 50 chili per ettaro. Ma ancora meglio fanno gli Stati Uniti e i paesi dell’Asia centrale, che arrivano a soli 7 chili per ettaro. Chissà se aiuta a consolare il fatto che l’Italia sia, diremmo quasi per una legge del contrappasso, il più grande produttore di prodotti biologici (ovvero senza l’uso di pesticidi) d’Europa.



Acqua. La nota dolente dell’intero pianeta, ci vede ancora una volta protagonisti in negativo. Ebbene, anche in questo campo l’Italia risulta la prima assoluta a livello europeo per consumo d’acqua. I prelievi ammontano, infatti a ben 56.200 milioni di metri cubi annui, per vari usi che vanno da quello agricolo (il prevalente), industriale, energetico ed urbano. La Germania, seconda in classifica, ne consuma 40.591 milioni. A parte il discorso generale sullo spreco, o meglio sovrautilizzo, di una sostanza assolutamente vitale e carente nei paesi del terzo mondo, i danni da “stress idrico” e dall’uso improprio dell’acqua possono essere gravi anche per noi: si va dalla salinizzazione, all’eutrofizzazione, all’erosione e, nei casi estremi, sino alla desertificazione.




Automobili. E’ forse il dato che meno colpisce, tanto è evidente. Basta farsi un giro nei centri delle nostre città (grandi e piccole) o lungo le autostrade della penisola per accorgersi facilmente di come, in Italia, le auto circolanti siano davvero troppe. Il dato esatto è di 555,8 automobili ogni mille abitanti. In pratica una ogni due persone. L’impatto ambientale di una simile mole di veicoli è sotto gli occhi di tutti. E non bastano certo i palliativi e le eco-leggi (dalla chiusura dei centri storici ogni qual volta si superano i livelli di allarme sino all’obbligo all’utilizzo di sola benzina verde) per risolvere una situazione di anno in anno sempre più drammatica.



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