Ambiente: la terra si scalda

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La mezza stagione non esiste più. Quante volte ve lo siete sentito dire negli ultimi giorni, quando, da un giorno all´altro, abbiamo dovuto mettere in fretta e furia le giacche e i cappotti in armadio e tirare fuori le magliette e le camicie a maniche corte. Celato dietro questo banale luogo comune sta invece uno dei più drammatici problemi ambientali, che è stato al centro del dibattito all´ultimo Earth Day, la manifestazione internazionale per la salvaguardia del pianeta che ha mosso 500 milioni di persone in tutti i continenti.

Nata nel 1970, la Giornata mondiale della terra 2000, tenutasi lo scorso 22 aprile, ha messo sul piatto della bilancia le più drammatiche emergenze del nostro pianeta. Le cui condizioni non sono assolutamente tranquillizzanti, a partire dall´incremento mostruoso della popolazione mondiale, passata dagli 1,3 miliardi ad inizio secolo agli attuali 6. Ma il problema con la p maiuscola è senza alcun dubbio l´effetto serra, ovvero il surriscaldamento del nostro pianeta dovuto essenzialmente alle eccessive emissioni di gas, come la famigerata anidride carbonica, nel nostro ambiente. Negli ultimi cinquant´anni la temperatura media della terra è salita per questo motivo di quasi un grado centigrado (da 13,80 gradi agli attuali 14,60), ma con risultati allarmanti. Entro il 2020, è stato previsto, molti paradisi delle vacanze come le isole Seychelles, verranno sommersi completamente a causa dell´innalzamento dei mari dovuto allo scioglimento dei ghiacci polari.

Per una sorta di paradosso, poi, la stessa acqua rappresenta un altro dei gravi problemi cui andremo presto incontro. Le risorse idriche si stanno riducendo paurosamente, tanto che già oggi ben 1,3 miliardi di persone non hanno a disposizione le quantità necessarie per le esigenze base. Nello stesso tempo, sempre a causa del caldo, anche la desertificazione di intere aree sta diventando sempre più estesa, tanto che ogni anno vengono persi 24 miliardi di tonnellate di humus fertile, ovvero la parte del terreno coltivabile.

La cosiddetta febbre dell´ambiente è anche la causa principale dell´alterazione delle biodiversità del nostro pianeta. Tanti che oggi ben 40 specie al giorno si estinguono irrimediabilmente. Sulla soglia di crisi sono anche le risorse ittiche: nel 1950 si pescavano 19 milioni di tonnellate di pesce, nel 1997 si è arrivati a 94 milioni di tonnellate. Per non parlare della distruzione delle foreste, che prosegue inarrestabile alla faccia di tutti i proclami di salvaguardia ambientale. Ogni anno vengono annientati 140 mila chilometri quadrati di foreste tropicali.

Altre cause del malessere del nostro pianeta? Si consuma sempre più energia (dalle 436 milioni di tonnellate di petrolio nel 1950 Ai 3,4 miliardi di tonnellate nel 1998) e cresce l´inquinamento atmosferico (dalle 1,6 miliardi di tonnellate di carbonio rilasciate nel 1950 ai 6,4 miliardi attuali).E voi, che pensate? Cosa si dovrebbe fare per risolvere questi drammatici problemi legati alla terra? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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