Ambiente: la terra? sta bene, grazie

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Inquinamento sulla soglia limite, animali che scompaiono dalla faccia della terra, ettari di foreste abbattute ogni anno. Tutte esagerazioni dei media e soprattutto degli ambientalisti. La tesi, davvero sorprendente, è del danese Bjorn Lomborg, professore di statistiche, analisi dei dati e teorie dei giochi all´università di Aarhus, autore di un libro appena uscito e che fa già discutere: The skeptical environmentalist.



Secondo Lomborg, che tra l´altro è un ex-attivista di Greenpeace, il mondo non sta poi così male come si pensa. E per dimostrarlo ha setacciato assieme ad una sua équipe di studenti tutta la letteratura sull´argomento ambiente, confrontandola poi con i dati reali pubblicati dagli enti statistici degli stati nazionali. Ne sono venute fuori 500 pagine zeppe di cifre e di riferimenti, che mettono in discussone tutte le teorie catastrofiste portate avanti dagli ambientalisti.




Qualche esempio? Nel 1950 le foreste coprivano il 30,04 per cento della superficie totale delle terre emerse, nel 1994 tale percentuale è addirittura salita sino al 30,89 per cento. Altro che deforestazione. E ancora. Il problema della fame è stato sopravvalutato: nel 1970 moriva di fame il 30 per cento degli abitanti dei paesi in via di sviluppo, nel ´96 erano il 18 per cento, percentuale che potrebbe scendere nel 2010 al 12 per cento.




Per quello che riguarda le specie animali in via di estinzione, poi, si è sempre pensato ad un numero di 40 mila l´anno, in realtà secondo Lomborg la media annuale è di 2.300, ovvero lo 0,7 per cento del numero totale di specie che si presume vivano nel pianeta. Unico punto dove lo studioso svedese non controbatte è sull´effetto serra e conseguente riscaldamento del pianeta. Contesto semmai l´efficacia delle soluzioni proposte - ha spiegato in un´intervista a Panorama - il Protocollo di Tokyo promette risultati tutto sommato modesti, perché ritarderebbe solo di sei anni in un secolo questo aumento di temperatura.




La colpa della convinzione di un mondo sull´orlo di una catastrofe ecologica, secondo Lomborg, è principalmente negli ambientalisti stessi, che esagerano i dati per aumentare l´interesse del pubblico e quello della stampa ed ottenere maggiori finanziamenti. Io non nego, e sarebbe assurdo farlo, che i problemi ambientalisti esistano - dice ancora Lomborg -. Bisogna però vedere come sono presentati. Se vengono distorti o esagerato, ciò che succede è che saltano una serie di priorità. Si spende molto per un problema magari minore, e il grado di efficienza inevitabilmente si abbassa.



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