Ambiente: riduciamo l’anidride carbonica

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La terra è malata e si scalda sempre di più. E la colpa principale è imputabile all’anidride carbonica prodotta, bruciando ossigeno, dall’attività dell’uomo (aumentata del 40 per cento rispetto all’inizio del secolo scorso). Anche la più semplice, come guidare l’auto per andare al lavoro, riscaldare la casa, guardando la televisione, ascoltando la musica, persino andando in vacanza. Adesso, grazia al portale ecologico Lifegate, chiunque può calcolare il proprio “impatto energetico” sull’ambiente. E magari cercare di diminuirlo prendendo dei piccoli accorgimenti.




Facciamo un picco esempio. Una famiglia media italiana, formata da tre persone (due adulti ed un bambino) produce ogni anno 20 tonnellate di anidride carbonica. Per compensare la perdita di ossigeno servirebbero 40 mila metri quadrati di foresta. Proteggere e riqualificare un’ambiente di tali dimensioni costerebbe circa 400 euro l’anno, per dieci anni. Il proprio calcolo lo può fare ogni famiglia sul sito Impattozero.it, realizzato da Lifegate in collaborazione con il Laboratorio di Gestione degli Ecosistemi del Politecnico di Losanna, che ha elaborato un metodo che permette di quantificare l´impatto ambientale di attività, prodotti, aziende, persone e offre la soluzione per compensarlo.



Come? Ecco alcuni semplici eco-gesti da seguire in casa: abbassare la temperatura di soli 2°C (regolando il termostato o chiudendo un calorifero, permette di ottenere una diminuzione notevole diminuzione di CO2); spegnere completamente (togliendo la spina) televisione, videoregistratore, stereo ed elettrodomestici in generale; assicurarsi che il proprio frigorifero funzioni efficientemente regolandolo su temperature adeguate (+4°C) e tenere aperto lo sportello solo per il tempo strettamente necessario; evitare l´utilizzo della lavatrice per carichi parziali riduce il consumo di acqua, di elettricità e di sapone; utilizzare lampadine a basso consumo energetico; nel caso di acquisto di nuovi elettrodomestici, prediligere quelli ecologici a basso consumo energetico (classe A); nella guida evitare brusche accelerazioni e frenate ed effettuare controlli periodici sull´automobile.




E per chi volesse approfondire l’argomento segnaliamo anche il sito americano Myfootprint.org che permette di quantificare – a seconda del paese in cui si vive e del cibo che si mangia, della casa in cui si abita, dei rifiuti che si producono, dei mezzi con i quali ci si sposta – l’impronta ecologica lasciata sulla terra, ovvero la quantità di terra necessaria per produrre energia, alimenti e altri beni per assorbire rifiuti e l’inquinamento prodotto. Ma questi “giochini ecologici”serviranno a qualcosa? “Sì – spiega il direttore generale del ministero dell’Ambiente, Corrado Clini – attraverso un meccanismo che può sembrare un gioco si stimola la curiosità, ma si responsabilizza una persona sul valore dei comportamenti che considera banali”.



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