Ambra angiolini in teatro con i “pugni in tasca"

Cinema - Teatro
“I pugni in tasca”

“I pugni in tasca”

Nel 1965 Marco Bellocchio si impose all’attenzione internazionale con , un film dissacrante ed estremista, suo primo lungometraggio. 


Quarantacinque anni dopo è lo stesso autore che decide di scrivere la riduzione teatrale di questa storia familiare di ordinaria follia, interpretata da Ambra Angiolini e Pier Giorgio Bellocchio, diretta da Stefania de Santis.




Marco Bellocchio

Marco Bellocchio

L’appuntamento è con “I pugni in taschi” è duplice:  che sarà al Teatro della Fortuna da lunedì 11 aprile a mercoledì 13 aprile, nell’ambito di FanoTeatro, stagione di prosa della Fondazione Teatro della Fortuna in collaborazione con Amat e al Teatro Lauro Rossi di Macerata il 19 e 20 aprile a conclusione della stagione realizzata dal Comune di Macerata e dall’Amat.


L’assunto di  (padre di Pier Giorgio) è lo stesso di allora. La famiglia, che le convenzioni sociali e religiose vorrebbero fosse ancora il nucleo della vita sociale e individuale dell’uomo, come cittadino ed essere umano, si rivela crogiolo di malesseri e guasti che sfociano a volte in vera e propria malattia: “Io oggi penso a I pugni in tasca come a un dramma della sopravvivenza in una famiglia dove l’amore è del tutto assente, un deserto di affetti senza nessuna prospettiva per il futuro”.


La famiglia de I pugni in tasca è composta da quattro figli - Giulia, Alessandro, Leone e Augusto – ed da una madre all’apparenza buona e fragile che però impone a tutti i fratelli la pazzia del primogenito riducendoli ad animali notturni che escono solo quando il pazzo dorme. E perciò annoiati sfaccendati non fanno nulla, sprecano così la loro giovinezza inventandosi una malattia organica che li obbliga all’ozio, assecondati dalla madre. 


Certamente non uno spaccato di vita di una famiglia standard ma anzi una famiglia che non ha nulla di normale e uno sguardo che, come ha ben rilevato la critica, “mette giustamente l’accento sui risvolti simbolici respingendo ogni lettura in chiave realistica”. 


L’autore ha calcato la mano sulle ambiguità, le doppiezze degli uomini e delle donne del nostro tempo. Il risultato scenico è un atto unico, un fuoco di fila di emozioni contrastanti, di scene forti: un omicidio, due funerali e uno stupro incestuoso.


Lo spettacolo “I pugni in tasca”, prodotto da ErreTiTeatro30, non teme il confronto con il film.


La storia acquista una nuova atmosfera con le luci di Loïc Hamelin, “fredde e lugubri come il quadro familiare rappresentato”, le scene di Daniele Spisa, “interni come capsule da manicomio o prigione”, e i costumi “austeri e impeccabili” di Giorgio Armani. Insostituibili rispetto al film solo le musiche di Ennio Morricone. 


Davvero bravi gli attori convincenti in una prova non facile. 


Ambra Angiolini (Giulia) “rivela una maturità capace di controscene da manuale”, Pier Giorgio Bellocchio “restituisce con efficacia il personaggio di Alessandro con nervosa e plastica evidenza”. Il resto del cast ha offerto una prova di recitazione precisa e misurata: Giovanni Calcagno (Leone), Aglaia Mora (Lucia), Fabrizio Rongione (Augusto), Giulia Weber (la madre).


Inizio spettacoli: Fano ore 21.15 e Macerata ore 21.30.


Biglietterie: Macerata biglietteria dei Teatri tel. 0733 230735; botteghino Fano tel. 0721.800750; online dal sito www.vivaticket.it o attraverso Pagine Gialle chiamando il numero 89.24.24.








 




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