Animali: cani con la patente.

Cultura - Attualità






Una volta era considerato “il miglior amico dell’uomo” . Adesso ne hanno tutti paura, tanto che nelle ultime settimane si sono susseguite ordinanze e proposte di legge, alcune davvero disarmanti, per limitarne la potenziale pericolosità. Poveri cani! In questi ultimi mesi da docili animali da compagnia sono diventati – complici una serie di aggressioni davvero impressionanti – belve feroci o, in alcuni casi, vere e proprie macchine da guerra.



L’hanno già ribattezzatala “Commissione pitbull” , ed è formata dagli esperti del Consiglio superiore di sanità che in questi giorni stanno elaborando i provvedimenti richiesti dal ministro della Salute Sirchia alcune proposte per classificare i cani più pericolosi. Rispetto alla prima ordinanza di metà settembre, che indicò ben 80 razze pericolose (compresi i barboncini) e suscitò aspre polemiche, l’orientamento odierno sembra essere quello di stabilire due classificazioni: la prima che comprende poche razze ad alto rischio (pitbull, bull terrier, american bulldog e bull Mastiff), la seconda che comprende esemplari a rischio individuati, invece che sulla razza, in base alle dimensioni (superiori ai 40 centimetri in altezza o ai 20 chili di peso).



L’ipotesi che va per la maggiore è quella di preveder per queste tipologie uno speciale patentino di buona condotta, da ottenere dopo aver superato una serie di test che vanno dalla prova di obbedienza (per valutare se il cane risponde sempre ai comandi del padrone) alla prova dell’estraneo (non deve innervosirsi di fronte ad uno sconosciuto), dalla prova dello sparo (dove si valuta la reazione ad un “botto” improvviso) alla classica “prova del postino” (il cane non deve rincorrere un ciclista che gli passa accanto). Solo se il test viene superato il cane potrà girare senza museruola.



Per capire il peso che queste proposte potrebbero avere sui cinofili nostrani basti pensare che Italia ci sono ben 6 milioni e mezzo di cani (154 mila sono stati acquistati l’anno scorso). Quelli considerati da guardia e da difesa con pedigree sono però solo 16.500 (si arriva a 60 mila considerando tutte le razze pericolose del primo decreto Sirchia) mentre le persone che ogni anno vengono morsicate sono 70 mila (segno che non solo i cani da difesa lo fanno). Nel 75 per cento dei casi le vittime sono gli stessi padroni o i familiari e, in genere, si tratta di ferite non gravi. Motivo sufficiente per scatenare una campagna mediatica anti-cani come quella che stiamo vivendo?


Tag:


Presente in:

Cultura - Attualità

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)