Animali domestici, compagni dei single.

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Più della metà delle famiglie italiane possiede un cane o un gatto, con punte in Sardegna,Veneto, Toscana, Friuli-Venezia Giulia. La presenza di un animale domestico non è legata al fatto che in famiglia ci siano bambini, se non quando il figlio è uno solo; in tal caso il piccolo solitamente preferisce la compagnia di un cane. Conta invece molto la semplicità e l’età, tant’è che cani e gatti sono proporzionalmente più diffusi tra le famiglie meno abbienti e più numerose, e fra i single con meno di 30 anni.


Lo rileva Consodata, società del Gruppo Seat Pagine Gialle specializzata nei servizi per il marketing, sulla base di analisi condotte sui dati di un nutrito campione di famiglie italiane estratto dalla banca dati Lifestyle, di riferimento in Italia per gli stili di vita e di consumo. Più in particolare l’analisi di Consodata ha evidenziato che la presenza di cani o gatti in casa a livello regionale, vede in testa le famiglie sarde, friulane-giuliane, toscane e venete.


Gli animali domestici si trovano più di frequente nelle famiglie numerose (oltre 5 componenti, 63,5 per cento) e tra i single (59,2 per cento). La loro presenza, al contrario, è inaspettatamente più bassa nei nuclei in cui il livello di istruzione del capofamiglia è elevato (laurea), mentre il reddito sembra non influire. Fra i single, infine, la presenza di un animale domestico è elevata soprattutto se si tratta di giovani sino a 30 anni (attorno al 70 per cento, per uomini e donne).


Vi sono poi alcuni tratti distintivi riguardanti il possesso di cani. A livello regionale, e per la presenza di almeno un cane, il primato va ancora alle famiglie sarde; avere un cane è solo questione di socialità, e non di reddito, livello di istruzione o bambini da intrattenere; il cane è vissuto come un allegro e fido complice anche da chi non ama costrizioni o schemi.


I gatti, al contrario, sono più amati dalle famiglie toscane, dalle donne (in particolare per quelle con età fra i 30 e 60 anni) e dai piccoli nuclei familiari (single 36,4 per cento e sino a 2 componenti 34,9 per cento).


Consodata ha infine rilevato le scelte delle famiglie italiane per l’alimentazione del proprio compagno a quattro zampe. Nel caso dei cani, le tradizioni e le premure resistono: è infatti ancora solida la percentuale di “padroni” che prepara in casa il cibo (31,3 per cento) o che “passa” gli avanzi (18 per cento), mentre gli alimenti pronti (secco e umido) superano di poco la metà dei casi. Diverso, il caso dell’alimentazione dei gatti, che conferma un rapporto gatto-padrone di reciproca comodità. Più del 36 per cento delle famiglie ricorre infatti a scatole di croccantini e più del 33 per cento alle scatolette, mentre il cibo fatto in casa e gli avanzi non superano il 31 per cento dei casi.


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