Animali: piccoli amici stressati

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Gli etologi lo hanno confermato da tempo. Anche i nostri amici animali possono soffrire di forme di depressione. Una malattia della modernità che colpisce soprattutto cani e gatti (ma non solo), sempre più “umanizzati” e lontani dal modo di vita cui sono stati abituati per millenni. Si tratta, come ha scritto Danilo Mainardi, “dell’effetto di un disadattamento”. Che ha portato persino alla nascita di enti come l’Association of Pet Behaviour Counsellors inglese, la più importante associazione di “psicologi per cani”.




I gatti, ad esempio, costretti spesso a passare la loro vita chiusi in un appartamento e iperprotetti, perdono quella socialità tipica della specie, fatta di scorribande notturne ed esplorazioni del territorio. E ne soffrono, rinchiudendosi in loro stessi e mostrando comportamenti aggressivi. Più complesso l’atteggiamento dei cani, il cui fortissimo legame col padrone, considerato, come “capobranco”, può venire spezzato anche solo a causa di un breve periodo di lontananza, come molto spesso accade d’estate quando viene portato nelle pensioni.




E’ quella che viene comunemente chiamata “ansia da separazione” , rappresentata dal timore o dall’avversione all’isolamento. Che può avvenire anche quando in casa entra un secondo cane, che porta l’animale ha temere di perdere la fiducia nel proprio padrone. Non tutti i cani reagiscono allo stesso modo, ovviamente, ma è abbastanza facile intuire dal comportamento se è in atto una patologia depressiva.



I segnali di stress, possono essere molteplici: minzione e defecazione in zone inadatte, comportamento distruttivo, autolesionismo, richiesta di attenzione (gemiti) ed iperattività. Se il picco di queste attività si raggiunge quando il padrone si allontana, magari col cane che gratta alla porta come per seguirlo o guaisce continuamente in sua assenza, è segno che ci troviamo in presenza di un fenomeno di depressione.




Le soluzioni per risolvere il problema sono fatte soprattutto di coccole, accompagnate da cambiamenti nello stile di vita dell’animale (più liberta di uscire, soprattutto per i gatti). Per i cani può essere utile abituarli alla pensione sin da piccoli, lasciandoli la prima volta poche ore e poi prolungando gradatamente il tempo del distacco. Così capiranno meglio che si tratta di un abbandono temporaneo.




Qualcuno ha descritto queste cure come una “man therapy” , per paragonarla alla “pet therapy” utilizzata per curare i problemi psicologici con l’aiuto degli animali domestici. Ossia una maggior vicinanza e interazione con l’animale. Da sconsigliare invece l’assunzione di farmaci, molto frequente oltreoceano dove i casi di depressione animale sono in deciso aumento.



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