Appello di europa donna: più tutela per le lavoratrici operate al seno.

Medicina - Attualità



Ogni anno in Italia 33mila donne sono colpite dal tumore al seno e 151mila convivono con la malattia. Le statistiche parlano chiaro, ma non sanno fornirci dati precisi sulle donne costrette a licenziarsi o a subire un allontanamento forzato in seguito alla diagnosi di cancro al seno.


Un problema reale, questo, che è stato recentemente affrontato da Europa Donna, in occasione del convegno annuale promosso a Roma a Palazzo Giustiniani. Nata dodici anni fa da un’idea di Umberto Veronesi, Europa Donna è un movimento di opinione femminile per la lotta al cancro del seno, attivo in 32 Paesi europei. Organizzato in gruppi di lavoro nazionali, nel 1996 dà vita anche al Forum Italiano di Europa Donna, divenuto poi un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), oggi presieduta da Francesca Merzagora e rappresentativa di oltre duecento associazioni di volontariato, di decine di enti e di soci individuali.


Duecentomila nuovi casi di cancro della mammella ogni anno in Europa sono il valido motivo per cui Europa Donna insiste tanto sull’importanza della diagnosi precoce, ma anche sulle modalità concrete per migliorare la qualità della vita di chi è colpita dalla malattia.


L’associazione Europa Donna, attraverso le testimonianze raccolte, ha ricostruito una situazione che desta allarme per la sua sua diffusione, alimentata tra l’altro da una legislazione ancora carente, che non prevede giorni di permesso riservati alle donne in cura o riabilitazione per questo tipo di malattia.


“In Italia non esiste una legislazione ad hoc”, afferma Francesca Merzagora. “Le pazienti colpite da tumore al seno alternano spesso fasi acute a periodi anche lunghi in cui riescono a svolgere una vita del tutto normale. E molte dopo cinque anni dall’intervento, vengono ritenute clinicamente guarite. Purtroppo però numerosi datori di lavoro, nel settore pubblico come in quello privato, sono totalmente insensibili alle esigenze delle donne con una diagnosi di tumore al seno e cercano di disfarsi di queste lavoratrici scomode in vari modi, aggravando enormemente la loro situazione”.


Così Europa Donna Parlamento sta cercando di ottenere la revisione del drg (il rimborso per le prestaziuoni ospedaliere), per favorire la ricostruzione della mammella subito dopo l’intervento di asportazione. La voce dell’associazione è stata ascoltata dal sottosegretario al Welfare, Monica Sestini, che ricorda come “il Decreto 276 applicativo della legge Biagi dà diritto ai pazienti oncologici di trasformare il rapporto di lavoro dal tempo pieno al part-time e viceversa”. La Lombardia, intanto, prima regione in Italia, ha già ad attuare un un unico drg per rimborsare agli ospedali il costo dell’intervento chirurgico di asportazione del tumore e della ricostruzione del seno.


Umberto Veronesi lancia un appello a tutte le donne italiane, ivitandole a mobilitarsi, perchè le possibilità di guarigione dipendono soprattutto dalla diagnosi precoce. Intanto negli USA è stato scoperto un nuovo marker tumorale, chiamato stat-5. Si tratta di un regolatore di geni presente nel seno delle donne sane, soprattutto durante la gravidanza, che gli esperti del Lombardi Cancer Cancer hanno rilevato in quantità minore nelle donne con cancro al seno. Lo stat-5 fornirà preziose indicazioni, quando la malattia è ancora allo stadio inziale, sulla prgnosi e sul rischio di riammalarsi.


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