Arte: collezioni seicentesche

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L’arte europea del Seicento nelle raccolte di un raffinato amatore. E’ quello che si può vedere a Biella, fino al 16 marzo, nella mostra “I segreti di un collezionista – Le straordinarie raccolte di Cassiano Dal Pozzo (1588-1657)” . Allestita nel Museo del Territorio (che per l’occasione inaugura le sue sale al pubblico), nella splendida cornice del chiostro rinascimentale di San Sebastiano, la rassegna rappresenta un’occasione unica d’incontro con opere rare, preziose e difficilmente accessibili, riunite da Cassiano Dal Pozzo, celebre amatore d’arte, diplomatico, scienziato e collezionista, personalità di primissimo piano nella Roma seicentesca.




La mostra viene proposta non a caso a Biella, città d’origine di Cassiano, la cui famiglia di grandi feudatari piemontesi fu legata per secoli a casa Savoia.
Presentata con successo di pubblico e di critica alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma di Palazzo Barberini nell’autunno del 2000, “I segreti di un collezionista” è accresciuta, rispetto all’edizione romana, da prestiti di importanti musei europei (Madrid, Parigi, Vienna, San Pietroburgo, Budapest, Pavlovsk), italiani (Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti, Palazzo Barberini, Palazzo Colonna, Galleria Sabauda) e da antiche collezioni private italiane, americane e francesi.




Le oltre 200 opere esposte (tra quadri, sculture, disegni, stampe e manoscritti) rappresentano non soltanto le preziose raccolte pittoriche di Cassiano (ci saranno dipinti di Nicolas Poussin, Simon Vouet, Pietro da Cortona, Anton Van Dyck, Alessandro Turchi, Jean Lemaire, giovani e promettenti artisti incoraggiati da Dal Pozzo) e di altri campioni dell’arte europea del primo Seicento, ma esemplificano anche quella sottile e internazionale rete della ricerca scientifica e archeologica ed erudita fiorita nella Roma dei primi Lincei e di Galileo nella quale operò Cassiano.



Tra gli inediti più importanti presentati a Biella spicca il ritratto di Artemisia Gentileschi opera del Vouet per Cassiano, l’unica effigie sicura della “pittora”, amica del collezionista. Accanto alle preziose tele e ad alcuni straordinari mobili piemontesi, saranno inoltre in mostra oltre ottanta fogli del Museo Cartaceo, l’enciclopedia visiva costituita da Cassiano, che, alla sua morte, contava circa ventimila disegni di soggetti ed epoche diverse oltre ad un numero imprecisato di stampe.




Con questa importante rassegna, Cassiano Dal Pozzo fa così ritorno nella sua città d’origine, che aveva lasciato per Firenze e Roma. Torna in quell’angolo riservato di Piemonte che è il biellese con una mostra che intende anche ricostruire i rapporti artistici e culturali tra il Piemonte, Roma e l’Europa nella prima metà del Seicento, rievocando personaggi come la duchessa Madama Reale, Emanuele Tesauro, l’autore del “Cannocchiale aristotelico” e l’abate Cesare Alessandro Scaglia, ministro degli esteri dei Savoia. La mostra, curata da Francesco Solinas (Maitre de Conférences al Collège de France di Parigi, critico d’arte e studioso del Seicento europeo) e da un equipe internazionale di studiosi, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Biella con il contributo della Regione Piemonte e della Fondazione Cassa di Risparmio Biella.




Info: Assessorato alla Cultura Comune di Biella, 015/3506601; e-mail: cultura@rc.comune.biella.it
Orari: dal martedì alla domenica 10-19; il lunedì 14-19



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