Arte post-tecnologica: da mark pauline ai mutoid waste company

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Mad Max esiste davvero. Il personaggio interpretato sullo schermo da Mel Gibson in una serie di film-cult ambientati in un medioevo prossimo venturo, ha i suoi contraltari reali. Sono gli artisti mutoidi, vagabondi della cyber arte, teatranti di strada che girano l´Europa con i loro improbabili macchinari da fantascienza, assemblati con parti meccaniche in disuso. E che vivono tra officine dismesse o depositi di ferrivecchi in comunita´ lanciando il loro messaggio: mutare e lasciarsi mutare.

Tutto nasce da una figura mitica dell´ambiente della cyber arte americana, Mark Pauline, ideatore e direttore del Survival Research Laboratories, che ha fondato a Los Angeles nel 1979. L´esperto di cyber culture, il francese Jacques Dufy, ha definito le sue opere - pazzeschi robot o inquietanti macchinari, perfettamente funzionanti, da fantascienza horror - una mostra delle atrocita´ heavy metal. Obiettivo? Mostrare l´altro volto, quello meno bello e pulito, della tecnologia.

Pauline, sorta di dottor Frankenstein del Duemila (ha la mano destra deformata dopo un incidente con uno dei suoi macchinari), e´ considerato il padre dell´arte mutoide, grazie alle sue spettacolari performance (45 dal 78 ad oggi, che saranno riunite in una grande mostra a Tokyo a partire dal 23 dicembre prossimo) che vedono protagonisti enormi robot, strani macchinari riassemblati, giganteschi lanciafiamme infernali e carcasse di animali morti. Il suo Survival Research Laboratories, organizzazione artistica radicale formata anche da esperti ingegneri della Hewlett & Packard che hanno abbandonato il lavoro per seguirlo, ha ispirato tutto il movimento post-tecnologico.

Dopo questa esperienza artistica, nel 1984 in un magazzino di Londra, altri due artisti d´avanguardia, Joe Rush e Robin Cook, fondano la Mutoid Waste Company, compagnia teatrale post-tecnologica la cui filosofia di vita e´ mutare e lasciarsi mutare. Prendendo spunto dalle idee di Pauline, e´ Diventata una tribu´ di venti-trenta persone, dopo lo smantellamento della sede sul finire degli anni Ottanta, la Mutoid Waste Gang Company si e´ messa a viaggiare dentro caravan, fra rottami e pezzi meccanici, tenendo di tanto in tanto esibizioni e performance.

Oggi la base dei Mutoid Waste Company e´ a Sant´Arcangelo di Romagna, dove i mutoidi vivono dentro i loro caravan circondati di folli sculture meccaniche e di mostruosi robot, che creano continuamente (la locale azienda di soggiorno e turismo ha anche sponsorizzato alcuni eventi). Una sorta di Blade Runner in piena Romagna. E voi, che ne pensate dell´arte mutante? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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