Arte: riscoprire new york

Cultura - Arte



Un omaggio a New York tramite la sua arte. A più di sei mesi dai tragici attentati alle Torri Gemelle, Milano allestisce una mostra che vuole rappresentare non solo un grande evento cultura, ma anche uno spunto di riflessione nei confronti della città americana. Un invito aperto perché continui ad essere quel punto di riferimento per l’arte e la cultura come lo fu nel secondo Novecento.




Non a caso la mostra, promossa dal Comune di Milano, dal Whitney Museum of American Art di New York e da Mondadori Mostre e inaugurata lo scorso 21 marzo, si chiama proprio “New York Renaissance”. Ospitata a Palazzo Reale (sino al 15 settembre), comprende 93 opere tra dipinti e sculture provenienti dalla collezione permanente del Whitney Museum. Gli artisti e le opere presenti, la maggior parte delle quali mai esposte prima in Europa, raccontano l’evolversi dell’arte e della cultura americana dagli anni Cinquanta agli anni Novanta ma raccontano soprattutto New York, unico vero irresistibile richiamo artistico-culturale dove tutto accade e poteva accadere.



Si comincia dai difficili anni del secondo dopoguerra, con la nascita dell’Espressionismo Astratto che si sviluppa e diviene il movimento artistico dominante degli anni Cinquanta, dalla pittura gestuale di Jackson Pollock e Willem de Kooning a Mark Rothko e agli artisti della Color-Field Painting. Si continua con la Pop Art negli anni Sessanta nell´arte quando l’America si identifica in un’enorme abbondanza di beni di consumo e soprattutto produce un diluvio di immagini che rappresentano questa “ricchezza” – dai cartelloni pubblicitari ai fumetti, alle graficamente attraenti confezioni dei prodotti sugli scaffali dei supermercati.



I precursori di questo movimento, come ad esempio Jasper Johns e Robert Rauschenberg, segnano un momento fondamentale nell’arte americana e le loro opere, riconoscibili e spettacolari, rappresentano uno dei passaggi più importanti di questa mostra. La Pop Art ha avuto la forza scatenante di rappresentare, con atteggiamenti ironici e umoristici, la realtà americana, celebrando ma allo stesso tempo prendendosi gioco del suo eccessivo benessere materiale e del suo consumismo sfrenato – le morbide sculture di Claes Oldenburg come le immagini simbolo di Andy Warho, ne sono alcuni degli esempi più intelligenti.




Mentre Warhol e Oldenburg si ispirano alla cultura popolare per i loro soggetti, altri scelsero un linguaggio non-oggettivo, “riducendo” i loro dipinti e le loro sculture a quelle che consideravano le proprietà essenziali dell’arte. Le differenti espressioni artistiche create con questo spirito sono state definite in vario modo come Post-Painterly Abstraction, Hard-Edge Painting, o Minimalism. Le grandi tele dipinte da Frank Stella e Robert Mangold sono l’emblema di questo allontanamento dalla raffigurazione che si sviluppò contemporaneamente alla nascita della Pop Art.




Questa epoca ha rappresentato un periodo di intensa creatività per l’arte americana, poiché sia le innovazioni che le sperimentazioni di quegli anni hanno dimostrato anche di avere una forte influenza sulle generazioni più di artisti come Robert Gober e Julian Schnabel, senza dimenticare che alcune grandi personalità come Helen Frankenthaler, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Louise Bourgeois, continuano a lavorare e stupire ancora oggi.



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