Arte:la magia dei paesaggi.

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Azzurro come il cielo e oro come il grano. Sono i colori della Provenza e delle coste del Mediterraneo che hanno ispirato decine di pittori-viaggiatori, tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Pittori che sono i protagonisti dell’ennesima mostra-evento ospitata dalla città di Treviso, dal titolo appunto “L’oro e l’azzurro. I colori del Sud da Cézanne a Bonnard” , allestita a Casa dei Carraresi sino al prossimo 7 marzo. Che già prima dell’inaugurazione, lo scorso 11 ottobre, aveva ricevuto ben 150 mila prenotazioni. Il doppio degli abitanti della città che la ospita.



Curata dal solito Marco Goldin di Linea d’Ombra (che dopo questa mostra andrà a lavorare a Brescia), l’esposizione segue la strada già inaugurata con altre mostre di grande successo, sempre nella stessa sede, da “L’Impressionismo e l’età di Van Gogh” (600 mila visitatori) a “Monet. I luoghi della pittura” (450 mila visitatori). Questa volta l’obiettivo è raccontare, attraverso 120 dipinti realizzati nell’arco di un secolo da pittori francesi, oppure cresciuti o educatisi in quell’ambito, I viaggi compiuti lungo le coste del Mediterraneo e in Provenza.





Molti i capolavori esposti a Treviso, a partire da Courbet, sicuramente il primo grande artista a scoprire il Mediterraneo come puro paesaggio, il primo a mostrare, come rivelazione poetica, il mare e il cielo nella loro grandiosità di cui sono presenti rarissimi paesaggi esposti, corrispondenti ai diversi soggiorni dell’artista nei dintorni di Marsiglia, nel 1854, 1857, 1858 e 1865. Di Cézanne, presente con una ventina di tele, si può invece ammirare un dipinto rarissimo del 1866, “Strada in Provenza”, che segna l’inizio di un cammino che lo porterà poco per volta verso le prove sue più note dell’impressionismo, sino a giungere a quel capolavoro che è “L’Estaque, veduta del golfo di Marsiglia” scelta come immagine simbolo della mostra.





Nel 1882, all’Estaque, proprio per incontrare l’amico pittore, arriva anche Renoir che rimane incantato dalla bellezza di questa regione dove ritornerà, in compagnia di Monet, i cui soggiorni sulle coste del Mediterraneo sono riflesse in quadri che sono un altro dei punti di forza della mostra, prima di stabilirsi definitivamente, come testimonieranno le opere esposte, alle Collettes nel 1907. La mostra prosegue con Gauguin, di cui è esposto il celebre “Les Alyscamps”, dipinto durante il conflittuale rapporto con Van Gogh ad Arles. E proprio “La Camera di Van Gogh a Arles”, quasi un’icona sacra di tutta la pittura occidentale, opera praticamente mai uscita finora dal museo d’Orsay, sarà esposta a Treviso, sola, in una stanza buia, perché ne risulti esaltato il valore assoluto.





Una sala di paesaggi dipinti da Edvard Munch a Nizza tra 1891 e 1892, del tutto sconosciuti al pubblico, apre la parte finale della mostra, quella che entra completamente nel XX secolo. Prima i post-impressionisti maggiori, come innanzitutto Signac, per proseguire con certi paesaggi di Matisse ancora alla fine del XIX secolo, e giungere poi naturalmente alla importante stagione Fauve, fondamentale per questa rassegna, dove accanto a quello di Matisse ancora, spiccano soprattutto i nomi di Braque, Dufy e Friesz. La conclusione è affidata alle opere di Vallotton e Soutine, nella diversità della loro pittura, metafisica e ancestrale nei successivi momenti. Finché non compare sulla scena Pierre Bonnard, cui sono dedicate le ultime due sale, nella stagione sua altissima che si tende per diversi decenni, illustrati a Treviso da oltre dieci pitture, anche di grande formato e tanto suggestive.





L´oro e l´azzurro - I colori del Sud da Cézanne a Bonnard - 11 ottobre 2003 - 7 marzo 2004

Treviso, Casa dei Carraresi – via Palestro 33/35

Info: 0422/513161; Call Center tel. 0438 21306

Orari: dal martedì al giovedì 9-20, venerdì e domenica 9-22, sabato 9-24

(1 gennaio 2004 13-22: chiuso 24, 25 e 31 dicembre 2003).


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