Auto: arriva “l’auto in comune”

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Funziona un po’ come il tradizionale veicolo a noleggio, ma potrebbe garantire, oltre che un “risparmio” per gli automobilisti, anche una parziale soluzione ai problemi dell’inquinamento dei centri urbani. Parliamo di car-sharing, un progetto spinto dal Ministero dell’Ambiente che dovrebbe partire entro maggio a Torino e Venezia ed allargarsi ad altre città italiane nei mesi successivi.



Già attiva in molte città europee ed americane, quella dell’auto condivisa potrebbe essere una strategia efficace anche se, come ha spiegato presentando l’iniziativa il ministro Matteoli, “non è che in questo modo risolveremo i gravi problemi dello smog e della congestione del traffico cittadino, ma contribuiremo ad alleviarli e, soprattutto, ad affermare un modello culturale e comportamentale che, in futuro, sarà quello vincente”.




Un modello che, secondo le previsioni, potrebbe coinvolgere 100 mila italiani entro il 2003, i quali risparmierebbero grazie al car-sharing 1.500 euro l’anno (tra bollo, assicurazione e spese di gestione dell’auto) e farebbero risparmiare agli altri 20 mila tonnellate di anidride carbonica da respirare (grazie alle 10 mila auto in circolazione rispetto alle 50-100 mila se gli utenti ne fossero proprietari). In Germania la cosa sta già funzionando, con 50 mila utenti iscritti, lo stesso in Svizzera (44 mila) e Olanda (25 mila) e la tendenza è in aumento.




Ma come funziona il meccanismo dell’auto in comune? Basta aderire ad una specie di associazione locale, gestita dal Comune, pagando una quota d’iscrizione una tantum che varierà dai 50 ai 100 euro ed un abbonamento annuale tra i 60 e i 150 euro. Grazie ad una smart card, una tessera elettronica, sarà possibile prenotare telefonicamente l’auto e andarla a ritirare in uno dei parcheggi convenzionati attivandola proprio con la smart card, che calcolerà tempi e tariffa del noleggio. Bimestralmente arriverà a casa la bolletta, tipo quella delle Telecom, con il pagamento da effettuare.




A questo punto il grande quesito è: riuscirà il sistema del car-sharing a catturare l’interesse degli italiani, notoriamente pigri e possessivi verso l’auto, vero e proprio status symbol della nostra epoca? Secondo i responsabili dell’Ics (Iniziativa car sharing) sì, almeno guardando ai risultati di un sondaggio svolto fra 5 mila patentati di 13 grandi città. Di questi 150 mila, almeno sulla carta, sarebbero disposti a fare questa scelta.



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