Bambini: guida allo sport per i piccoli

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Siamo una società sempre più pigra e sedentaria. E stiamo crescendo i nostri bambini allo stesso modo. Lo dicono anche le cifre del Ministero della Sanità: il 36 per cento dei piccoli italiani tra i 7 e i 9 anni è in sovrappeso. Un segnale che dovrebbe spingere i genitori ad incentivare l’attività fisica dei loro figli. Magari facendogli praticare qualche sport. Ma come scegliere quello giusto? Ecco alcuni facili consigli.



Innanzi tutto la scelta deve essere valutata prendendo prima di tutto in considerazione l’età e le caratteristiche fisiche del bambino. Ci sono sport in cui si può iniziare anche molto presto (come il nuoto e lo sci, da 4-5 anni) ed altri che richiedono uno sviluppo fisico ben formato (come il karatè e il canottaggio, dal 8-10 anni). In questo caso una chiacchierata col proprio pediatra, per chiedere qualche suggerimento, non potrà che aiutare. In secondo luogo vanno tenute presente anche le preferenze del piccolo: inutile fargli fare qualcosa per forza, se non gli piace, lo sport dev’essere sempre un piacere e non servire a far contenti mamma e papà.



Molto importante è considerare bene anche il carattere del piccolo. Un bambino piuttosto timido dovrebbe essere indirizzato verso sport di squadra, come la pallavolo, il calcio o il basket, che hanno una forte componente educativa, insegnando a confrontarsi con il gruppo per il raggiungimento dei risultati. Indicato anche il tennis, e in genere tutti gli sport in cui ci si deve confrontare direttamente con un avversario.



Se il nostro piccolo atleta è piuttosto vivace o ha una forte carica di aggressività, vanno meglio sport che facciano emergere la propria carica competitiva, come il judo, il karatè e la lotta. Sport che aiutano anche a controllare meglio il proprio corpo e le proprie reazioni, stimolano la concentrazione e la velocità del bambino. Anche attività di squadra fanno bene a questo tipo di bambini, perché insegnano al rispetto delle regole e degli altri.



Più difficile è invitare alla pratica sportiva un bambino svogliato e pigro, tipiche caratteristiche dei piccoli in “odore” di obesità e quindi ancora più necessitati a muoversi. Per non esporlo a facili insuccessi, meglio iniziare con un programma preliminare di brevi esercizi ginnici, seguito da una fase di allenamento leggero (corsa, nuoto o bicicletta), infine indirizzarlo verro una vera e propria attività, sicuramente più gratificante. Attenzione però: il bambino va seguito anche dal punto di vista alimentare e l’educazione al movimento deve sempre coinvolgere tutta la famiglia.




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