Beautiful losers: la fotografia di uno spirito creativo vitale e indipendente.

Cultura - Arte



Nel corso degli anni Novanta una generazione di artisti americani, alcuni poco più che teenager, ha dato inizio ad un percorso creativo che era specchio del proprio stile di vita.
Sotto l´influenza delle sottoculture giovanili underground hanno lavorato su una grande varietà di supporti comunicativi, che con il tempo si sono armonizzati in un´unica estetica, che ha, come tratti unificanti, un approfondito lessico di iconografia e cultura pop, il senso dell´assurdo ed una solida etica fai-da-te.


Dato il loro stile in controtendenza rispetto ai trend accademici, questi artisti hanno dovuto sviluppare percorsi alternativi di comunicazione e di distribuzione delle loro opere. È nato così un network di gallerie d’arte, pubblicazioni, etichette di abbigliamento e di musica tutto dedicato a tale tipo di espressione artistica, che si è presto guadagnato un folto pubblico di appassionati ed estimatori.
Non è da molto che le istituzioni dell´arte ufficiale hanno iniziato a considerare questo mondo, a cui la Triennale di Milano ora dedica la mostra Beautiful Losers, co-curata da Aaron Rose e Christian Strike con René de Guzman, Thom Collins e Matt Distel, che esplora il recente lavoro di un gruppo diversificato di artisti provenienti dal mondo dello skate, della graffiti art, delle sottoculture punk e hip-hop.


Il progetto coinvolge pittura, scultura, design, fotografia, film, video e performance con opere di oltre trenta artisti, che si sono distinti negli ultimi dieci anni, alcuni di essi già consacrati nel mondo dell’arte, la maggior parte alla prima occasione espositiva.


La mostra è organizzata in cinque sezioni, fra cui Roots & Influences che indaga il lavoro di artisti e creativi che hanno esercitato diretta influenza sullo stile della generazione che li ha seguiti. Questa sezione ospita al suo interno esempi di progetti di collaborazione, come quello di Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol, dipinti, disegni e fotografie di Henry Chalfant, Larry Clark, R. Crumb, Glen E. Friedman, Futura, Keith Haring, Ari Marcopoulos, Raymond Pettibon, Pushead e Craig Stecyk.


Il cuore dell’esposizione mette in mostra i recenti lavori artistici multimediali di Thomas Campbell, Cynthia Connolly, Brian Donnelly (Kaws), Cheryl Dunn, Shepard Fairey, Phil Frost, Mark Gonzales, Evan Hecox, Jo Jackson, Todd James, James Jarvis, Andy Jenkins, Chris Johanson, Spike Jonze, Margaret Kilgallen, Harmony Korine, Geoff McFetridge, Barry McGee, Ryan McGinley, Ryan McGinness, Mike Mills, Steve Powers, Terry Richardson, Clare Rojas, Ed Templeton, Romon Yang e Tobin Yelland.


L’esposizione è inoltre arricchita da un “ambiente sonoro” creato da Tommy Guerrero, il cui percorso artistico attraversa le relazioni e gli intrecci tra le sottoculture underground che fanno da sfondo a Beautiful Losers. In mostra c’è una vasta selezione di Ephemera creati dalle figure di questo contesto artistico: sono copertine di album, scarpe, stampe, skateboards e giocattoli.


Prima tappa di Beautiful Losers è stata il Contemporary Arts Center di Cincinnati nel marzo 2004, a cui hanno fatto seguito: Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco nel luglio 2004, Orange County Museum of Art e The Contemporary di Baltimora nel 2005. Dopo l’Europa nel 2006, la mostra si sposterà in Asia e Australia nel 2007.


Beautiful Losers. Contemporary Art and Street Culture


Triennale di Milan, 17 febbraio - 19 marzo 2006


Orario: 10.30 – 20.30, chiuso il lunedì


Ingresso: € 8,00/5,50/4,00


Tag:


Presente in:

Cultura - Arte

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)