Benessere: siamo davvero tutti grassi?

Bellezza - Dieta



Abituati a modelli imposti da cinema e televisione, troppo spesso ci convinciamo di dover dimagrire a tutti i costi. Magari anche quando non è davvero necessario. Così la dieta diventa un obbligo irrinunciabile, croce e delizia di molte donne che vorrebbero a tutti i costi assomigliare nel fisico alle top model del momento. Ma quando una dieta è davvero necessaria? Ecco i nostri consigli.



Cominciamo col considerare il nostro indice di massa corporea (Body Mass Index o BMI, all’inglese), il metodo standard utilizzato per scoprire se si è davvero grassi. Il calcolo è abbastanza semplice: basta dividere il proprio peso espresso in chili con il quadrato dell’altezza. Se il risultato è tra 18,5 e i 24,9 ci si trova in una condizione di normopeso, se invece sta tra 25 e 29,9 si è sovrappeso, infine se si supera il 30 si è decisamente obesi.



Per fare un esempio pratico, una donna alta 1,60 e pesante 60 chili ha un BMI pari a 23,4 ed è quindi da ritenersi normale. Se supera i 64 chili è sovrappeso e potrebbero essere necessari degli aggiustamenti nell’alimentazione e una maggiore attività fisica; ma solo se va oltre i 76,8 chili ci si deve davvero preoccupare perché quello è il primo limite per l’obesità. In Italia, secondo questi calcoli, il 34 per cento della popolazione è sovrappeso ed il 9 per cento obeso.



Dati sicuramente preoccupanti, ma che vanno comunque e sempre valutati caso per caso. L’indice di massa corporea, infatti, essendo un metodo semplice, rischia anche di essere troppo semplicistico e potrebbe ingannare sulla situazione reale, non tenendo conto né dell’età, né della struttura corporea, né del sesso. Col calcolo del BMI attori come Arnold Schwarzenegger o Sylvester Stallone rientrerebbero nella categoria degli obesi, come Jonah Lomu, rugbysta neozelandese considerata la stella assoluta di questo sport (e capace di correre i 100 metri in 11 secondi). L’affascinante Mel Gibson, invece risulterebbe sovrappeso.



Per questo da più parti è venuta la richiesta di rivedere questo metodo di calcolo, ed in ogni caso prima di decidere se cominciare o meno una dieta bisogna valutare altri aspetti, come lo stile di vita e la correttezza dell’alimentazione. Perché le diete, se non ben gestite, alla lunga possono anche far male alla salute e all’umore. Una dieta seguita solo per canoni estetici potrebbe essere quanto di più sbagliato, anche nel caso di sovrappeso.




Solo ce ci sono particolari situazioni “a rischio” per salute con un peso eccessivo (diabete, ipertensione, alti livelli di colesterolo o trigliceridi) il ricorso ad una dieta diventa indispensabile. In ogni caso è sempre meglio rivolgersi ad un dietologo che al “fai-da-te”. Negli altri casi i “miracoli” non esistono, ed una miglior condizione fisica si può ottenere solo grazie ad un incremento dell’attività fisica e ad un alimentazione completa, senza eccessive privazioni. Un buon consiglio, in questo caso, è quello di inserire ad ogni pasto un cibo che piace (come la pasta) ed uno che riempie (come la verdura), calcolando le porzioni con gli occhi più che con lo stomaco. Recuperando così il piacere di mangiare.



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