Bevande alcoliche: uso e abuso degli italiani.

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Sarà inaugurato domani a Vibo Valentia il Congresso Nazionale della Società Italiana di Algologia, durante il quale saranno presentati dati allarmanti riguardanti l´alcolismo, resi noti dalle principali organizzazioni scientifiche che si occupano del problema. Allarmante il quadro tracciato dal World Health Report dell´Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui l´alcol è la causa diretta o indiretta del 10 per cento di tutte le malattie, del 10 per cento dei tumori, del 63 per cento delle cirrosi epatiche, ma anche del 41 per cento degli omicidi ed il 45 per cento degli incidenti, del 9 per cento delle invalidità e delle malattie croniche.


L’OMS ha inoltre reso noti i costi annuali, sociali e sanitari sostenuti a causa di problemi collegati all´alcol e che risultano pari al 2-5 per cento del PIL; tali cifre trovano riscontro anche nella stima elaborata dall´Istituto Superiore di Sanità sul prodotto interno lordo nazionale del 2003 (1.324 miliardi di euro), che ammonta a circa 40 miliardi di euro annui.


L’alcol, che anche in Italia costituisce il primo fattore di rischio di invalidità, mortalità prematura e malattia cronica tra i giovani, in tutta Europa provoca un morto su quattro tra i ragazzi d’età compresa fra i 15 e i 29 anni. E nel Belpaese l’età in cui i giovani si avvicinano all’alcol è la più bassa di tutta Europa: 11 e 12 anni, rispetto alla media europea che è di 14. Nel 2001, l’Istat ha contato ben 870.000 adolescenti tra i 14 e i 16 anni consumatori di bevande alcoliche, 22.000 in più rispetto al 2000 e 89.000 in più rispetto al 1998, con un lieve decremento registrato nel 2002. Ed appartengono sempre alle fasce più giovanili (14-17 anni e 18-24 anni) gli unici incrementi nel numero di consumatori e consumatrici di alcol fuori pasto.


Pare che gli adolescenti italiani al di sotto dei 16 anni (età legale per la somministrazione) che consumano alcolici prediligano birra, aperitivi alcolici e superalcolici consumati secondo modalità sempre più frequenti di uso più che di consumo di alcol e difformi rispetto alle tradizioni mediterranee. Le Linee guida per una sana alimentazione elaborate dall’Inran-Ministero per le Politiche Agricole suggeriscono di limitarsi al consumo di 1-2 bicchieri al giorno di una qualsiasi bevanda alcolica per le donne, 2-3 bicchieri al giorno per gli uomini. Eppure, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Alcol-OssFAD dell’ISS in Italia sono circa 7 milioni gli italiani che consumano quantità di alcol considerabili a maggior rischio e che eccedono tali Linee guida.Questo indica che il 19 per cento circa dei consumatori di bevande alcoliche in Italia costituisce la quota di popolazione a maggior rischio di problemi e patologie.


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