Biennale: venezia tra arti figurative, cinema e poesia.

Cultura - Arte



Ha aperto i battenti al pubblico a Venezia il 12 giugno l’Esposizione Internazionale d’Arte, giunta alla cinquantunesima edizione e diretta quest’anno dalle spagnole María de Corral e Rosa Martínez.


La rassegna si articola in due mostre internazionali, concepite sotto punti di vista diversi, ma complementari della medesima visione. I due progetti espositivi, L’esperienza dell’arte e Sempre un po’ più lontano, presentano una selezione rigorosa degli artisti a partire dagli anni Settanta sino a oggi, con lo sguardo rivolto al prossimo futuro. Ogni artista è rappresentato da più opere per documentarne la vicenda creativa, mettendo in evidenza la varietà dei linguaggi artistici e delle tendenze estetiche. Le opere esposte sono per lo più nuove o realizzate in situ, e sono allestite in dialogo con gli straordinari spazi delle mostre in modo tale da offrire un duplice registro di lettura, sia di ricerca per gli addetti ai lavori, sia di impatto per i visitatori.


Le sale del Padiglione Italia nei Giardini della Biennale ospitano L’esperienza dell’arte, con le opere di quarantadue artisti internazionali già conosciuti o esordienti, attraverso un percorso costituito da dipinti, da video e da installazioni che rappresentano le tendenze nello sviluppo dei vari linguaggi. “Questa esposizione”, spiega María de Corral, “non intende essere un discorso chiuso sull’arte dei nostri giorni, ma piuttosto un luogo aperto in cui diventa possibile realizzare il desiderio di scambiare esperienze, idee, riflessioni, così come di provocarle”.


nelle Corderie e delle Artiglierie dell’Arsenale, invece, a cura di Rosa Martínez, sono in mostra, per il progetto Sempre un po’ più lontano, i lavori di quarantanove artisti internazionali, che offrono ai visitatori un panorama più che vario delle tendenze attuali servendosi di video, sculture e installazioni concepite per questi particolari ambienti. Il titolo dell’esposizione si ispira ad uno dei libri di Corto Maltese, personaggio di avventure ideato dallo scrittore e disegnatore di fumetti veneziano Hugo Pratt. “Le mostre possono essere concepite metaforicamente come viaggi”, racconta Rosa Martínez. “Sono piene di ostacoli, sorprese, paradossi. Curare una mostra significa vivere l’illusione romantica di creare un mondo temporaneo, significa esercitare il potere di dare un nome e una collocazione a delle tendenze artistiche, e rappresenta anche il tentativo di creare dei significati, attraverso il riordinamento critico dell´infinito caos dei messaggi”.


Promosso dalla Biennale e dal Ministero per gli Affari Esteri, davanti all’ingresso dei Giardini è esposta l’opera di Fabrizio Plessi dal titolo Mare verticale, totem tecnologico realizzato in acciaio e alluminio, alto 44 metri e presentato in occasione dell’Esposizione Internazionale di Hannover nel 2000.


Per quanto riguarda le presenze alla Biennale di quest’anno, settanta Paesi presentano trenta mostre nei padiglioni dei Giardini e quarnta in sedi del centro storico, coinvolgendo tutta la città. Un segnale positivo che conferma il carattere profondamente internazionale della rassegna, percepita come crocevia e patrimonio del mondo intero. Tra i Paesi partecipanti per la prima volta, l’Afghanistan, l’Albania, il Marocco, la Repubblica di Belarus, il Kazakhstan, il Kyrgyzstan, l’Uzbekistan. Gli eventi, selezionati tra centinaia di proposte, sono trentuno tra mostre, performance, convegni e seminari che spaziano dall’arte alla poesia, che si svolgono dall’Arsenale al centro di Venezia, dalle isole della laguna sino a Mestre e Marghera.


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