Bimbi: un amico di fantasia

Psicologia - Infanzia



Un folletto, uno gnomo o anche un fantasmino. Peccato che nessuno lo veda. Vi è mai capitato che il vostro bambino vi racconti di qualche strano e bizzarro personaggio che ogni tanto viene a visitarlo nella sua cameretta? Molte di voi a questa domanda avranno risposto di sì. Anzi, secondo la psicologa americana Marjorie Taylor, più della metà. Secondo il suo ultimo libro “I compagni immaginari e i bambini che li creano” (Oxford University), infatti, ben il 60 per cento dei piccoli fra i tre e gli otto anni ha avuto, per un certo periodo, un compagno di giochi immaginario.



Molti genitori, quando se ne accorgono (ma non sempre accade), si preoccupano che questo fatto possa essere il sintomo di problemi mentali. Ma ricorrere allo psicologo, come avviene nel celebre film “Il sesto senso”, non è la scelta più corretta. Avere un amico immaginario, ha dimostrato la Taylor è del tutto normale. Curiosamente il piccolo Cole del film con Bruce Willis, che nella realtà si chiama Haley Joel Osment, pare essere un esperto di questo settore. Nel 1996, infatti, era protagonista di un altro film, “Bogus”, una commedia dove un bambino ha un amico immaginario davvero particolare, che ha le sembianze di Gerard Depardieu.



Secondo la Taylor, crearsi un amico immaginario è un modo che hanno i nostri bambini di adattarsi ad un ambiente complesso qual è il mondo degli adulti. Ma lo scopo, spesso, cambia con l’età. Per i più piccoli, sino a quattro anni, l’amico immaginario è più spesso un compagno di giochi, una proiezione immaginaria di un amico in carne ed ossa. A sette anni, invece, può diventare un confidente segreto, da non rivelare né ai genitori né agli amici, o una sorta di “angelo custode”, che li aiuta a superare i momenti di difficoltà.



Quando bisogna preoccuparsi veramente dell’amico immaginario? Semplicemente quando il bambino talmente preso da questo gioco infantile da sostituirlo con gli amici reali. In questo caso l’aiuto di uno psicologo infantile potrebbe risolvere il problema. In genere, invece, comportamento da adottare da parte dei genitori dovrebbe essere quello di non dare troppa importanza ai racconti dei bambini sui loro amici immaginari, e se il caso di ignorarli. Il piccolo, si rende conto che questi esseri vivono in un’altra dimensione, “chiusa” ai più grandi, e non ne soffrirà affatto.




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