Bon-ton: galateo del fidanzamento

Cultura - Attualità



Il fidanzato impacciato di Ti presento i miei fa riparlare di galateo delle presentazioni ai genitori. Per salvarsi dalle gaffes bisogna conoscere le regole del gioco. Il film rimette in discussione il ruolo della coppia di oggi nella tradizione di regole che, in passato, legittimavano l’ingresso di un nuovo membro in famiglia. E il rituale si rivela uguale a quello di allora. Se pensavate che fossero finiti per sempre i tempi in cui l’ingresso del fidanzato in casa di lei induceva il diretto interessato ad ogni sorta di escamotage per produrre una buona impressione, forse vi sbagliavate.

Nel film, Ben Stiller è un normalissimo innamorato che, per sposare la sua ragazza, si trova a fare i conti con sua famiglia. Deve conquistare la fiducia del futuro suocero (Robert De Niro), ex agente della Cia esperto in interrogatori – trabocchetto, e infila una gaffe dopo l’altra. Non è cambiato niente, allora, dai tempi dell’anello e del ricevimento?

Come ha dichiarato al “Corriere della Sera” Valentina D’Urso, docente di psicologia all’Università di Padova, il conflitto d´immagine sociale fra le famiglie, provocato dalle differenti connotazioni di provenienza, cultura, reddito è ancora molto attivo. Ne sono un esempio “i giovani che si incontrano e si innamorano nelle grandi città, senza badare alle origini famigliari e che poi, tornati al paese per le presentazioni, devono fare i conti con una mentalità che giudica ancora a partire dal censo”.

Ecco allora che informazioni e regole di comportamento in chiave più o meno moderna e ironica si sprecano, ancora oggi, anche in rete. Molti siti offrono consigli e servizi in merito. Scopriamo, per esempio, che dobbiamo mettere l’anello all’anulare della mano sinistra, perché nell’antichità si credeva che da questo dito partisse la vena diretta al cuore. Ma anche quali forme di saluto deve utilizzare il nostro lui nella fatidica occasione delle presentazioni, quali argomenti è meglio evitare, cosa, della sua personalità, va messo in luce oppure dissimulato. Quali accorgimenti deve usare, insomma, per somigliare il più possibile al manichino che ogni padre che si rispetti sembrerebbe volere per genero.

Se si considera che alle differenze elencate dalla dottoressa D’Urso vanno sommandosene continuamente di nuove, legate a prospettive, abitudini e opinioni che oggi i giovani si formano, appunto, nelle grandi città ma anche solo grazie all’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione, sulla base di una quantità di informazioni il cui numero cresce in maniera esponenziale, viene da chiedersi quale integrazione possa avvenire, anche con l’ausilio delle migliori regole di conversazione, nel corso di una cena di presentazioni. Serve davvero a qualcosa l’armamentario di nozioni da ricordare a memoria? E soprattutto: è ancora fondamentale la legittimazione del legame affettivo da parte delle famiglie? Fateci sapere la vostra opinione rispondendo al nostro sondaggio di oggi o scriveteci il vostro parere in message board.


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