Calvizie: quanti “grattacapi” anche per le donne!

Bellezza - Capelli



Le cifre parlano chiaro: la calvizie, o alopecia androgenetica, oggi colpisce sempre più anche le donne di ogni età. A dover fare i conti con questo disturbo sarebbe, secondo le statistiche, il 35 per cento della popolazione femminile al di sotto dei cinquant’anni. E se il sesso forte si stempia o “va in piazza”, nelle donne l’alopecia non segue lo stesso schema maschile, ma interessa di norma la regione frontale e il vertice, lasciando integra l’attaccattura e non raggiungendo quasi mai gli stadi più avanzati.


Ma quali sono le cause della caduta dei capelli nei due sessi?


L’alopecia androgenetica dipende da due fattori: gli ormoni androgeni e la predisposizione genetica, cioè ereditaria. Tale predisposizione si trasmette con caratteristiche di poligeneticità interessando ugualmente uomini e donne ed influenza la sensibilità dei follicoli agli androgeni e quindi la rapidità di comparsa e la gravità della malattia. I soggetti affetti da questo tipo di calvizie non hanno un eccesso di androgeni, ma un bulbo pilifero che risponde in maniera esagerata a questi ormoni. Nelle donne affette da calvizie androgenetica va ripristinata la produzione degli ormoni ottimale. Ma esistono tante altre cause della debolezza dei capelli: la gravidanza, la fine dell’estate, alcune cure farmacologiche, lo stress eccessivo, la carenza di ferro e l’anemia: in questi casi, rispetto alle terapie farmacologiche, risultano più indicate cure cosmetiche specifiche per il cuoio capelluto ed i capelli.


Per evitare che si indeboliscano, i capelli vanno trattati delicatamente: il phon non deve essere troppo caldo e le spazzolate violente o eseguite con strumenti di scarsa qualità. Anche se particolarmente fragili, i capelli possono essere lavati tutti i giorni, ma con prodotti specifici e dotati di un pH fisiologico ed una base lavante che rispettino lo stato delle chiome. Fra i principi attivi più energizzanti visono le vitamine B5 e B6, PP. Se i capelli sono radi e non tengono la piega, esistono poi formule addizionate di molecole che avvolgono lo stelo dei capelli rinforzandolo ed aumentandone la consistenza ed il volume: le ceramidi sono fra gli ingredienti ideali a questo scopo. È consigliabile diluire lo shampoo prima di versarlo sui capelli, mentre, per i lavaggi giornalieri, basta un cucchiaio di prodotto in una tazza di acqua tiepida. Allo shampoo va sempre associato un balsamo, così come dal parrucchiere è meglio evitare più di un trattamento a seduta: permanenti, tinture e decolorazioni sono tutti responsabili della fragilità della chioma, così come l’abitudine al fumo, che predispone i capelli alla caduta.


Errore grave è quello di pensare di risolvere il problema della calvizie con metodi “fai da te” o affidandosi a pseudo-tricologi; la cosa migliore è invece rivolgersi subito a medici dermatologi in centri qualificati, evitando di perdere tempo e denaro inutilmente. Il fallimento principale delle terapie mediche specifiche per combattere la calvizie, maschile e femminile, è dovuto al fatto che spesso si iniziano in ritardo, solo dopo aver tentato soluzioni alternative con scarsi risultati. In commercio esistono farmaci efficaci contro la caduta dei capelli, che devono essere prescrittti dal medico, l’unico in grado di capire se la calvizie è recuperabile con terapie farmacologiche.


Per la diagnosi si utilizzano due esami non invasivi: il primo è un test che consiste nell’afferrare con la mano una ciocca di 50-100 capelli e operare una trazione costante dell’emergenza del bulbo capillare, per verificare se la caduta è accentuata. L’altro esame utile è invece il tricogramma, che consente di analizzare le radici dei capelli al microscopio e misurarne il diametro. Nel caso di calvizie femminile in periodo premenopausale, sono però utili anche alcuni esami ormonali.


La cura è di solito abbastanza lunga e i primi risultati sono visibili dopo almeno sei mesi. Tra i prodotti più utilizzati, il Revivogen, per uso esterno, completamente naturale e senza effetti collaterali sistemici, o lo spironolattonesistemico, un farmaco da somministrare dopo analisi da parte del medico e se non si è in gravidanza. Altro trattamento molto usato è Diane, un prodotto a base di ormoni antiandrogeni che è anche un contraccettivo, a volte associato ad Androcur (ciproterone acetato), un trattamento che solitamente ha una durata minima di 12 mesi e più frequentemente due anni. Nei casi più lievi si ricorre al Minoxidil (anticalvizie generico da applicare due volte al giorno) o all’autotrapianto, a cui ricorrono ogni anno circa 60.000 europei e che grazie alle tecniche più recenti permette di trapiantare anche cinquemila capelli in una sola seduta.



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