Cento orgasmi l’anno dimezzano i rischi di infarto

Psicologia - Sesso



Fare l’amore è la migliore medicina per il cuore e non implica alcun rischio per le patologie che lo interessano. Lo afferma il professor Edoardo Gronda, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia Clinica e Insufficienza Cardiaca dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.



Un’attività sessuale regolare è consigliata perchè gratificante e capace di mantenere l’omeostasi dell’organismo, cioè l’equilibrio delle sue funzioni, nonostante le variazioni dell’ambiente esterno, grazie alla prosuzione di catecolamine e di altri neuro-ormoni deputati a tale funzione.



Tra l’amore e il cuore non esiste solo un rapporto simbolico, ma un legame effettivo e concreto. Ana Elena Ancona Vadillo, cardiologa dell’ospedale generale di città del Messico, durante un seminario tenuto in marzo in California e organizzato dalla casa farmaceutica Pfizer, produttrice del Viagra, ha addirittura affermato che “raggiungere cento o più orgasmi l’anno riduce del 50 per cento il rischio d’infarto sia negli uomini che nelle donne”.



Secondo la professoressa Ancona Vadillo la frequenza dell’attività sessuale influisce beneficamente sulla longevità, il che smentisce la credenza popolare secondo cui l’atto sessuale può provocare l’infarto. Al contrario - secondo la cardiologa messicana - l’attività sessuale aumenta la frequenza cardiaca al pari di un esercizio fisico moderato. E per molte persone al di sopra dei 50 anni, soprattutto tra la popolazione femminile, costituisce l’unico esercizio fisico praticato con evidenti effetti benefici sull’organismo. Secondo studi ufficiali, infatti, il 68 per cento degli ultracinquantenni è totalmente sedentario e presenta un rischio di infarto al miocardio quattro volte superiore alla media, soprattutto in pazienti sofferenti di diabete o ipertensione.




Fare l’amore, quindi, risulta pericoloso solo se chi soffre di una malattia cardiaca ne abusa alla ricerca sensazioni “forti”, che possono creare un disagio dal punto di vista psicologico. Il fattore rischio è infatti rappresentato più dalla sollecitazione psicologica che da quella fisica. Sono le sostanze eccitanti, associate all’atto sessuale, la vera fonte di pericolo: è bene astenersi dal fumo o dall’assunzione di droghe quali la cocaina, che provocano seri danni all’apparato cardiocircolatorio e cardiovascolare. La cocaina aumenta fortemente la richiesta di prestazioni e rende la persona incapace di avvertire la propria stanchezza. In queste condizioni il cuore non è protetto dalla stimolazione provocata da sostanze inotrope indogene, come le catecolamine, che ne incrementano al dà della normale risposta fisiologica l’eccitazione, aumentando la frequenza del battito e la pressione arteriosa.


Generalmente, quindi, chi soffre di patologie cardiache può avere una vita sessuale normale, anche se – avverte il professor Gronda – le persone che soffrono di insufficienza cardiaca importante potrebbero avvertire un certo calo del desiderio, dovuto all’effetto ipotensivo dei farmaci che assumono e alla scarsa portata cardiaca. Per quanto riguarda però altre patologie del cuore come l’angina, tranne in casi particolarmente gravi e limitanti, la vita sessuale di coppia è generalmente preservata.



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