Chagall e miró in mostra.

Cultura - Arte



Rimarrà aperta al pubblico fino al 7 ottobre 2007 presso l’Auditorium Sant’Agostino alla Pinacoteca Comunale Marco Moretti di Civitanova Marche La mostra Chagall – Miró. Magia, grafia, colore, organizzata dal Comune di Civitanova in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e con il contributo di Cesare Paciotti.


L’esposizione presenta una selezione raffinatissima ed inedita per l’Italia di opere grafiche di Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Pul-de-Vance, 1985) e Joan Miró (Montroig-Barcellona, 1893 – Palma di Maiorca, 1983) provenienti dalla Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vance. Questa importante istituzione sita nei pressi di Nizza, inaugurata nel 1964 per volere e con il sostegno dei coniugi Maeght, è la seconda sede espositiva per l´arte moderna e contemporanea in Francia, dopo il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, e raccoglie opere di artisti del Novecento quali Pierre Bonnard, Georges Braque, Fernand Léger, Marc Chagall, Alberto Giacometti.


L’insieme architettonico della Fondazione Maeght è stato concepito per presentare l’arte moderna e contemporanea in tutte le sue forme ed espressioni. Pittori e scultori hanno collaborato con l’architetto catalano Josep-Lluis Sert, creando opere, spesso gigantesche, integrate alla costruzione come alla natura circostante. Il rapporto assolutamente unico tra Miró e l’istituzione francese è molto noto. Per la Fondazione francese Miró ha realizzato l’ambientazione ideale alle proprie opere e ne ha progettate di nuove adattandole agli spazi, come l’arco d’ingresso della Fondazione o lo straordinario “labirinto” di ceramiche monumentali e bronzi. Chagall, che nel 1949 si trasferisce a Vence, iniziando a dedicarsi a nuovi mezzi espressivi (ceramica, scultura, mosaico, vetrata e grafica, soprattutto litografie), per la Fondation ha realizzato un bellissimo e immenso mosaico, Les Amoureux (1964-67), di cui in mostra è esposto l’acquarello preparatorio del 1963-64.


Presso Marguerite e Aimé Maeght, Miró e Chagall furono “inventori di forme” e “prestigiatori del colore”, sottolinea il curatore della mostra Dominique Païni nella sua introduzione, “di rado associati in questa prospettiva: lo Chagall mistico e aereo e il Miró tellurico e materialista, trovano qui l’occasione di un dialogo fatto di opposti e somiglianze”.


A tal fine il curatore ha selezionato per la mostra numerose opere di Marc Chagall tra cui, oltre all’acquarello appena citato, litografie a colori realizzate negli anni Cinquanta e Sessanta, un Bozzetto per un foulard (gouache su carta) del 1957, uno straordinario Paravento del 1963 composto da 4 litografie originali e un monotipo realizzato poco prima della sua morte nel 1985.


Diverse decine tra acqueforti, acquatinte, litografie a colori di Joan Miró realizzate tra il 1938 e il 1968, fanno da contrappunto al mondo fiabesco di Chagall. Tra esse alcuni cicli significativi come “Serie nera e rossa” (1938) e la “Serie Barcellona” (1944), ma anche litografie colorate di grandi dimensioni come La Conversazionetela di juta (1969) e La signorina con le farfalle (1971); acqueforti, acquetinte e carborundum come La signorina a dondolo su carta chiffon de Mandeure (1969), Il cosmonauta (1969), Il gufo blasfemo (1975), Galatea IV su carta Arches (1976), L’aigrette rossa (1976) e L’Egiziana (1947).


Dominique Païni ha voluto accostare per la prima volta questi due artisti che hanno sperimentato l’arte incisoria in tutte le sue complessità e varianti. Nelle loro opere segno e colore si fondono dando nuovo impeto alla loro produzione artistica. Nel catalano Miró si nota una libertà estrema nell’utilizzo del suo repertorio grafico di linee, segni e macchie da cui emergono lo spirito ludico e tutte le suggestioni e invenzioni derivate dal surrealismo. Marc Chagall inizia a dedicarsi all’opera incisoria a partire dal 1922 e la sua prima produzione è molto conosciuta dal grande pubblico. Negli anni del secondo dopoguerra l’artista incomincia però ad utilizzare il colore, che lo aiuta a trasmettere i suoi pensieri. La città di Parigi con La Torre Eiffel, La Pastiglia, Il Panthéon, ma anche Il mostro di Notre-Dame, gli acrobati e i clown, Il cavallo bruno, Il gallo rosso, i fiori e la luna sono alcuni dei temi delle sue grafiche, esposte in mostra, in cui si nota lo stesso clima onirico e spirituale dei dipinti.


Durante tutto il periodo della mostra, negli stessi orari d’apertura, sarà possibile visitare la restaurata ex chiesa di San Francesco e lo Spazio Multimediale San Francesco.


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