Chirurgia estetica: curve mediterranee sulle spiagge

Bellezza - Chirurgia



Sentirsi belli, oggi, è un’esigenza accettata dalla società. E così oramai sono circa trentamila le donne che in Italia si rivolgono al chirurgo estetico per ottenere un decolletè perfetto e regalarsi qualche misura in più. Il presidente della Società di chirurgia estetica italiana Ermete De Longis sostiene che la maggior parte delle donne che si rivolgono a uno specialista sono psicologicamente equilibrate e ricorrono a questo tipo di intervento così come altre si truccano o seguono la moda. Non è un caso che quasi tutte i pazienti siano persone colte, interessate ai dettagli dell’intervento e molto scrupolose anche riguardo al momento più opportuno per eseguirlo. E così, prima di affrontare le spiagge un quarto delle bagnanti decide di migliorare il proprio aspetto con il bisturi. Colpa dei modelli perfetti che i media di continuo ci impongono. Le richieste più frequenti sono l’aumento del seno, delle labbra e la liposcultura. E a rivolgersi al chirurgo plastico sono anche le adolescenti (un 20 per cento), che chiedono ai genitori un seno nuovo come regalo di fine anno scolastico, o che preferiscono eliminare gli inestetici cuscinetti di cellulite invece di “farsi il motorino”. Che dire poi delle ultrasessantenni, che sull’onda delle recenti terapie antiaging americane, richiedono il rimodellamento corporeo totale, che include il sollevamento del seno e dei glutei, la correzione del rilasciamento dell’addome, dell’interno cosce e delle braccia?




Ma gli specialisti sono concordi nel sostenere che la chirurgia estetica fatta bene è quella che non si vede, capace di valorizzare i dettagli e di rimodellare il corpo in maniera naturale ed armonica. Bando quindi ai seni troppo gonfi e alle labbra “a cuscinetto”, a favore di interventi sempre più soft: il seno esagerato degli anni Novanta è passato di moda e ha ceduto il passo a protesi impalpabili e sicure. Il silicone impiegato oggi nelle operazioni di mastoplastica additiva non è più in gel o olio, ma compatto, in modo che, anche se dovesse usurarsi col tempo, il materiale non si sposti.



A rassicurare ulteriormente le pazienti sull’uso del silicone ci sono anche gli ultimi studi scientifici internazionali. Una recente indagine del National Cancer Institute di Washington, condotta su 13.500 donne già operate e portatrici di protesi, prova che il silicone inserito fra i tessuti non aumenta il rischio di contrarre il cancro. Nella valutazione sono stati presi in considerazione più tipi di tumori: al seno, all’utero, alla tiroide, alla bocca, allo stomaco, all’intestino, alla vescica, al sistema immunitario e al tessuto connettivo.




Nessun timore nemmeno per quanto riguarda l’esposizione ai raggi solari: L’intervento di mastoplastica additiva comporta solo una piccolissima cicatrice nel solco sottomammario o sull’areola. Trascorsi sette o dieci giorni dall’operazione, si può già prendere il sole e dopo una quindicina esporsi ai raggi anche per periodi di tempo prolungati.




Ma accanto alle richieste di protesi per il seno, sono in aumento anche quelle che permettono di ottenere glutei perfetti alla Jennifer Lopez. La tecnica per correggere il rilassamento del fondoschiena viene dal Brasile e consiste nell’inserimento di vere e proprie protesi sotto il muscolo, che riempiono, aumentano volume e forma e sollevano i glutei. L’intervento chirurgico dura circa due ore, in anestesia totale e lascia solo una cicatrice invisibile nella piega glutea. Il tutto per un prezzo massimo complessivo che si aggira intorno ai quindici milioni di vecchie lire.



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