Cibi transgenici: frankenstein a tavola

Cucina - Dieta



Il futuro sta arrivando nelle nostre tavole, ma e´ un futuro carico di rischi e incognite. Rischi di cui sara´ possibile accorgercene. Stiamo parlando dei cibi transgenici, ovvero di quei prodotti manipolati geneticamente, che stanno facendo allarmare i consumatori di mezzo mondo. E a ragione, visto che un recente studio del Rowett Institute di Aberdeen, in Scozia, ha riscontrato danni al sistema immunitario e disturbi a milza, intestino e reni in ratti alimentati con certe patate manipolate (che, ha dichiarato Peter Jorgensen portavoce della Commissione Europea, non sarebbero comunque mai potute arrivare sulle tavole dei consumatori). I piu´ preoccupati sono i consumatori europei, visto che ormai in America i GMO (organismi modificati geneticamente) sono una realta´ piu´ che accettata. Negli Usa e in Canada il 50 per cento della soia ed il 33 per cento dei mais prodotti (gran parte dei quali esportati poi in Europa) e´ modificato geneticamente e che addirittura non esiste alcuna separazione tra coltivazioni tradizionali e coltivazioni GMO, considerate sostanzialmente equivalenti.

In Europa sono stati accettati dall´UE solo 16 organismi geneticamente modificati, tra cui alcune specie di mais, soia, colza, cicoria e tabacco. Benche´ gli scienziati cerchino di rassicurare i consumatori, insistendo sulla non pericolosita´ delle piante transgeniche, il dibattito resta apertissimo. Anche perche´ al momento non esiste alcuna legislazione che faccia distinzione tra prodotti normali e prodotti modificati geneticamente (in febbraio e´ fallita a Cartagena, in Colombia, la conferenza mondiale che doveva fare chiarezza sull´argomento). Da una parte ci sono i favorevoli, come il Premio Nobel Renato Dulbecco, secondo cui la natura non fa che trasferire in continuazione i geni da una specie all´altra quindi non c´e´ nulla di mostruoso se le biotecnologie riproducano in laboratorio questo fenomeno, dall´altra i contrari, come gli scrittori Canali, Del Buono, Eco e Maraini, i cantanti Celentano e la Mannoia, gli attori Dario, Fo, un altro Nobel, e soprattutto il comico Beppe Grillo, firmatari il marzo scorso di un Manifesto contro i cibi di Frankenstein. E voi da che parte state? Fatecelo sapere nel nostro sondaggio o scriveteci in message board.


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