Cinema: donne dietro la cinepresa.

Cinema - Film



L’eroina femminile del nuovo millennio si difende a colpi di spada e di karate. Basti pensare alla sposa vendicatrice del tarantiniano “Kill Bill”, alla dark-lady Trinity di “Matrix” o alla bellissima Michelle Yeoh, protagonista de “La tigre ed il dragone”. E proprio dal film di Ang Lee, in cui faceva la parte della maestra d’armi Volpe di Giada, arriva l’attrice cinese Cheng Pei-pei, madrina della 26ima edizione degli Incontri internazionali di cinema e donne, in programma a Firenze (Cinema Piccini e Cinema Spazio Uno) da domani, 30 settembre, sino al 7 ottobre. Pur mantenendo l’impostazione tradizionalmente non competitiva, il Festival quest’anno attribuirà tre premi: Il Sigillo della Pace, il premio Linda Multicinema e il premio video Giuditta.



Il Laboratorio Immagine Donna, organizzatore di questo eccellente festival sulla cinematografia al femminile, ha scelto di rendere onore per quest’edizione proprio al cinema d’azione orientale, intitolandolo “La rosa e la spada” . Così Cheng Pei-pei, la diva dei mitici Shaw Brothers (i super produttori di Hong Kong) ha realizzato per questa rassegna un autoritratto molto personale e divertente (“Swords and Roses”, 2004), che verrà proiettato il 3 ottobre al Cinema Puccini (ore 16) portando in visione in Italia anche i suoi film più celebri: “Come drink whit me” (del 1966, in programma l’1 ottobre sempre al Puccini), “The Shadow Whip” (1971, il 2 ottobre) e “Golden Swallow” (1971, in programma il 3 ottobre sempre al Puccini),



Dal Canada arriva invece Marilù Mallet, vincitrice del “Sigillo per la Pace 2004”, cui sarà dedicata una serata d’onore (martedì 5 ottobre, Cinema Spazio Uno) con la proiezione dei film “Double portrait” (2000) e “La cueca sola” (2003). E poi ancora film dalla Polonia e da Berlino, luogo di incontro di tutte le culture, dove convergono giovani autrici che imparano a fare cinema, creano, scambiano e costruiscono quel confronto culturale che è il vero antidoto all’incombente scontro di civiltà. Così, lavorano in Germania Bilhan Derin che è turca, la giapponese Fumiko Matsuyama e le italiane Silvie Lazzarini e Maria Teresa Curzio. Soprattutto vive e lavora in Germania la regista turca Sülbiye Günar, già notata dalla critica per il film d’esordio “Karamuk”, cui verrà consegnato domenica 3 al Puccini il “Premio Linda Multicinema” per l’intercultura. Il nuovo film che presenterà a Firenze, “Saniyes Lust”, mette in scena il più scottante dei temi legati alla maternità: la riproduzione assistita.



Ricca anche la pattuglia delle italiane, capitanate da Giovanna Gagliardo che porta il suo “Bellissime” (prima parte il 30 settembre al Cinema Spazio Uno e seconda l’1 ottobre al Cinema Piccini), antologia storico cinematografica su un secolo di donne italiane. E anche quest’anno il festival fiorentino contempla uno spazio dedicato ai video e ai corti. La novità è invece rappresentata da un nuovo concorso, realizzato all’interno di un progetto del coordinamento dei festival europei, dal titolo “Premio Giuditta: una donna al minuto” sul tema “Pace e guerra”. Consegna dei premi, lunedì 4 ottobre alla Cioccolateria Hemingway (ore 21,30) di Piazza Piattellina.



Info:

Laboratorio Immagine Donna

Tel. 055/4288054, fax: 055/4486908

e-mail: lab.immaginedonna@tin.it


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