Clonazione: quando il dottor frankenstein incontra blade runner

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Dopo la pecora, le rane, le scimmie e i topi è toccato ai maiali. A rendere più numeroso lo zoo clonato del pianeta ci hanno pensato sempre quelli della PPL Therapeutics, i ricercatori inglesi padri di Dolly (il primo animale duplicato al mondo, nel ´97), che la scorsa settimana hanno presentato alla stampa mondiale Millie, Christa, Alexis, Carrel e Dotcom (dato che il nome significa punto, com il suffisso dei siti web, è anche il primo maialino internettiano). Si tratta di cinque porcellini clonati, nati il 5 marzo a Blacksburg in Virginia, e allevati per fornire all´uomo organi e cellule per trapianti a prova di rigetto.

E´ solo l´ultimo di una serie impressionante di casi legati alla clonazione saliti alla ribalta nelle ultime settimane. Dalle clamorose notizie provenienti dalla Cina dove in alcuni esperimenti si sono mossi primi passi per la clonazione umana, alla registrazione presso l´Ufficio Europeo Brevetti di una tecnologia per la clonazione applicabile all´uomo (la moratoria imposta dai maggiori paesi Europei sia sulla clonazione animale che su quella umana). Anche se in quest´ultimo caso si è parlato di un errore. Le polemiche non si sono arrestate.

Si affacciano scenari da fantascienza, non del tutto sgradevoli, con copie esatte di noi stessi che magari vanno al lavoro mentre noi ce ne stiamo beatamente a casa? Oppure angoscianti futuri dove la parola originale, con tutto ciò che essa implica, tenderà a perdere di significato? Insomma la clonazione è un bene o un male. Il dibattito sulla bioetica è aperto e rovente. Tanto che, per mettersi al riparo, Clinton, dopo aver nominato un comitato di esperti, ha bloccato tutte le sperimentazioni sulla clonazione umana.

Eppure la ricerca continua a progredire velocemente, soprattutto per quello che riguarda i xenotrapianti. Un esempio è proprio dato dai cinque maialini clonati, nelle cui cellule sono stati inseriti geni umani per consentire trapianti senza rigetto. Ma il futuro, il vero business su cui stanno investendo molte aziende, è quello della cosiddetta clonazione terapeutica. In questo caso si tratta di ricreare in laboratorio, partendo da una singola cellula, un intero organo, un cuore piuttosto che un rene (il più semplice da creare, curiosamente, è il cervello). Il procedimento è noto già da anni. Nel 1997 un ricercatore giapponese, utilizzando una sostanza chiamata activina, riuscì a ricreare un cuore di ranocchio in laboratorio, vivo e pulsante.

Non c´è che dire un futuro degno di Blade Runner o del dottor Frankenstein. Su cui qualcuno ha saputo anche ironizzare. E´ il caso della setta dei Raeliani che ha creato un sito, Clonaid, dove è possibile prenotare una copia per 500 milioni. Uno scherzo naturalmente, anche se loro, alla faccia della bioetica, ci credono benissimo tanto da inserire listini prezzi e servizi come l´assicurazione sulla vita, ovvero la conservazione di una cellula da clonare in caso di morte. Un sistema possibile e semplice per sfornare nuovi immortali a ciclo continuo. E voi, che ne pensate? La clonazione è un bene o un rischio per l´uomo? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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