Come far capire ai figli il valore del denaro?

Economia - Soldi



Non appena i bambini danno voce alla loro curiosità, di solito attraverso una serie infinita di domande, i soldi e il loro valore si collocano tra le questioni di cui quasi tutti chiedono ragione agli adulti. Ma come ci si deve comportare con un argomento tanto delicato ed importante?



Gli psicoterapeuti consigliano di non esagerare di fronte ai piccoli nell’assegnare al denaro valore in sé, ma piuttosto di far loro capire che è uno strumento per entrare in contatto con il mondo esterno.



Un’indagine svolta nel 2002 dalla McCann-Erickson su bambini tra i 6 e i 13 anni rivela che, rispetto ai loro coetanei europei (inglesi, francesi, spagnoli e tedeschi), i bambini italiani in materia di soldi sono quelli che ne sanno di più dal punto di vista teorico, ma i più ignoranti nella pratica. La maggior parte dei piccoli intervistati non conosce il potere di acquisto del denaro, né sa da dove realmente arrivino i soldi, né cosa siano assegni, carte di credito o bancomat. Alla domanda: “avete 50 euro, andate in un centro commerciale e che cosa potete comprare con questa somma?”, i più hanno risposto “videogiochi, telefonini, giocattoli elettronici, attrezzi sportivi”, spendendo virtualmente una cifra assai superiore di quella a disposizione. In buona parte di tale “ignoranza finanziaria” sono responsabili le famiglie, che considerano quasi un tabù parlare di soldi, stipendi, conti da pagare in presenza dei bambini. A differenza degli Stati Uniti o di altri Paesi europei, poi nel nostro Paese i genitori sembrano essere poco propensi ad elargire la cosiddetta “paghetta settimanale”, ritenendo che i soldi debbano arrivare ai bambini possibilmente non in contanti, ma sotto forma di regali o di libretti di risparmio e conti correnti loro intestati. Ma concedere piccole quantità di denaro ai propri figli insegna loro a stabilire un rapporto realistico con i soldi e a comprendere che ogni cosa deve essere guadagnata.



Per questo la somma di denaro andrebbe elargita a partire dagli otto anni almeno ed accompagnata da un’educazione efficace sul suo valore. Ad esempio accordare eventuali integrazioni alla somma concordata solo quando il piccolo svolge un lavoretto extra (portare il giornale, riordinare la cucina, accompagnare fuori il cane). Attendere a piccoli lavori sviluppa ovviamente effetti postivi sulla competenza finanziaria, perchè i ragazzi imparano presto ad apprezzare il valore del denaro e la fatica necessaria per guadagnarlo, oltre ad essere maggiormente improntati al risparmio.



Di tanto in tanto, poi, il bambino può essere coinvolto nei discorsi sulle spese di casa, per essere messo a conoscenza di ciò che si consuma e di quanto costa, o ancora del lavoro dei genitori e del loro stipendio. Importante è anche spiegare ai piccoli la differenza tra spese spicciole e risparmio, insegnando loro che mettendo da parte piccole somme potranno fare un acquisto importante.



Un aiuto a trovare il giusto equilibrio ci viene suggerito dai coniugi Glauco Maggi e Maria Teresa Cometto, con il loro testo Figli e Soldi: come educare i nostri figli a spendere, risparmiare, guadagnare e donare agli altri, edito da Sperling & Kupfer. Direttamente ispirato al percorso educativo scelto dagli autori, forti di una lunga militanza nel giornalismo economico, il libro invita ad insegnare ai giovanissimi che il denaro è un mezzo, che va trattato, risparmiato e speso con coscienza. Il volume si propone quasi come un pratico vademecum e diventa l’occasione per indagare temi e problemi unendo gli elementi caratteristici della gestione del denaro tipici della cultura anglosassone e di quella europea. Saggio e guida nello stesso tempo, il volume è inoltre ricco di testimonianze dirette, di consigli e suggerimenti tratti da un originale sondaggio, compiuto dagli autori tra genitori italiani ed americani.



È adatto ai bimbi dai sei anni in su il manualetto illustrato di M. Le Duc e N.Tordjman, I soldi a piccoli passi (Motta Editore), scritto con l’intento di spiegare anche ai più piccini le grandi trasformazioni economiche in atto, affrontando in modo semplice ma accattivante temi quali la nuova moneta unica europea, il ruolo delle banche, la crisi economica e l’inflazione. Ai più grandicelli, invece, è diretto l’opuscolo A nostro uso e consumo, di Domenica Luciani (Edizioni Giunti), voluto dalla regione Emilia Romagna per spiegare ai ragazzi dai 10 ai 14 anni come consumare in modo più attento e per aiutarli a scegliere nel modo migliore. Diventare grandi significa diventare responsabili e più consapevoli dei propri doveri e dei propri diritti: un manuale per imparare a essere dei giudiziosi consumatori, usando il cervello e, naturalmente, divertendosi.



Un’esperienza “sul campo” è possibile a Roma, presso il museo Esplora, strutturato come una piccola città a misura di bambino con i suoi spazi, le sue funzioni e i suoi mestieri, dove i più piccoli vengono messi in contatto con fatti e realtà quotidiane, dove tutto può essere osservato, toccato, sperimentato. Nella sezione dedicata alla comunicazione, un percorso è tutto incentrato sul valore del denaro: i bambini possono visitare il caveu di una banca, usare il bancomat, far suonare un metal detector e giocare con la fantasia ridisegnando banconote e monete.




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