Come ti offendo le donne

Cultura - Attualità



Viene descritto e analizzato un fenomeno quasi solo italiano, e cioè la presenza ossessiva di immagini offensive delle donne sulle versioni on line delle maggiori testate italiane. Vi proponiamo qualche brano dell’articolo.

“Che cosa c´è dietro questa strategia informativa tutta italiana? È infatti un dato facilmente dimostrabile che nessun importante quotidiano statunitense o europeo pubblica immagini di questo tipo. Un’ipotesi è che si pensi che chi legge i giornali online sia prevalentemente maschio e quindi si cerchi di soddisfare i gusti maschili. Tuttavia, i dati empirici non evidenziano questo, anzi il suo contrario; sono le donne che leggono più degli uomini e dedicano più tempo alla lettura: secondo i sondaggi più recenti, il 60 per cento dei lettori italiani sono donne. Un’altra ipotesi è che si pensi che le donne italiane siano completamente assuefatte allo svilimento quotidiano della loro immagine anche a causa dell’azione pervasiva di una televisione che da anni ci propina donne svestite e zitte al fianco di uomini vestiti e parlanti. È però un´ipotesi tutt’altro che provata a giudicare dalle opinioni di molte donne che raccogliamo quotidianamente. Il fatto è che la stragrande maggioranza delle donne non dispone di canali per far conoscere la propria opinione critica.





Si potrebbe sostenere che le ragioni dell’uso del corpo femminile siano utilitaristiche: i quotidiani hanno cali di vendite notevoli e chi li amministra pensa di usare espedienti pubblicitari per invertire la tendenza o comunque contenerla. Eppure, le vendite non migliorano. Non è forse il caso di soffermarsi a leggere le statistiche? Dal momento che le donne leggono più degli uomini e usano Internet almeno quanto gli uomini, dovrebbero essere le destinatarie principali o non secondarie della gran parte delle scelte di consumo delle informazioni. Inoltre, se si considera il fatto che la crisi tocca la manodopera maschile più di quella femminile, in particolare nel terziario e nel pubblico, si deve ragionevolmente pensare che questa capacità di decisione delle donne nella famiglia aumenterà.
Ecco la domanda che poniamo: è “economicamente” conveniente sfornare testate con immagini destinate a una parte soltanto della massa dei consumatori?”






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