Con burri la materia al centro dell’arte.

Cultura - Arte



Sacchi di juta dipinti di rosso, lische di pesce e carta stagnola, cemento, fogli di plastica e insetti sono i materiali scelti per le loro opere, dal dopoguerra ad oggi, da uomini che hanno saputo dare un’impronta nuova all’arte.


Promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con la Regione Umbria e la Fondazione Albizzini - Collezione Burri di Città di Castello, l’esposizione Burri. Gli artisti e la materia 1945 – 2004 oggi li ricorda e celebra, a dieci anni dalla sua scomparsa, il talento la personale ricerca sulla “materia” di Alberto Burri, che insieme ad altri artisti ha caratterizzato e cambiato, in Europa come nel resto del mondo,  l’arte dal secondo dopoguerra ad oggi.


La mostra intende illustrare il percorso che ha portato l’arte alle forme attuali, mettendo a confronto epoche e stili, assonanze e discrepanze, scuole e outsider ed offrendo un panorama esaustivo degli artisti principali, mantenendo sempre come centro propulsivo di questa radicale trasformazione dell’arte, il lavoro del maestro di Città di Castello.


L’esigenza degli artisti di confrontarsi con la materia, utilizzandola come strumento di innovazione linguistica o addirittura rendendola il fulcro della propria poetica, non solo diede vita a uno dei mutamenti più radicali nella storia dell’arte contemporanea, introducendo una semantica radicalmente diversa, ma ha anche aperto la strada a successive ricerche nella concezione spaziale e nella strumentazione tecnica dell’opera d’arte.


La prima parte dell’esposizione è dunque dedicata a personalità che, contemporaneamente ad Alberto Burri, anche se con differenti approcci, hanno operato nella direzione di un profondo rinnovamento della pittura tradizionale, quali Antoni Tàpies, Jean Fautrier, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, Cy Twombly, Franz Kline, Conrad Marca–Relli, Ben Nicholson. Le loro opere sono presentate in mostra insieme ad un nucleo di opere del maestro umbro significative dei passaggi principali del suo intero percorso artistico, dalle iniziali prove dai sacchi, ai legni e ai ferri, alle plastiche, alle combustioni, ai cretti fino ai grandi cellotex. Una sezione è tra l’altro dedicata al confronto con la ricerca tra new dada e pop art degli americani Robert Rauschenberg, Jim Dine.


Nella seconda parte della mostra, invece, sono presentati al pubblico artisti italiani e stranieri che dopo Burri hanno usato materiali non tradizionali nelle loro opere (dai detriti agli avanzi industriali a materiali organici e naturali), mutando radicalmente il volto dell’arte nella seconda metà del XX secolo.


Tra quelli rappresentati figurano Piero Manzoni, Ettore Colla, Mimmo Rotella, Salvatore Scarpitta, Giuseppe Uncini, Mario Schifano, Gino Marotta, Mario Ceroli, Manuel Millares, Raphael Canogar, Antonio Saura, Arman, César, Yves Klein, Jacques Villeglé, Leoncillo, Joseph Beuys, Pino Pascali, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio, Giuseppe Penone, Ansel Kiefer, Damien Hirst, Julian Schnabel.


La mostra è curata da Maurizio Calvesi e Italo Tomassoni, con la collaborazione di Lorenzo Canova, Chiara Sarteanesi, Rosella Siligato e Maria Grazia Tolomeo. L’allestimento è a cura di Studio De Lucchi.


Per la scuola dell´infanzia e per ragazzi della scuola primaria vengono organizzati, su prenotazione, anche interessanti laboratori, che invitano i più piccoli all’esperienza dei sensi, per “entrare” nella materia e scoprirne l’essenza.


Burri. Gli artisti e la materia 1945 – 2004


Scuderie del Quirinale, 17 novembre 2005-16 febbraio 2006


Per informazioni e prenotazioni: tel. 06 39967500 - scuole tel. 06 39967200


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