Consumi: lo shopping? lo faccio al mercatino.

Economia - Banca



Sono ormai gli unici a fare concorrenza alla grande distribuzione. Eppure solo fino a poco tempo fa erano frequentati unicamente da massaie e casalinghe. Sono i mercatini rionali il grande fenomeno del commercio al dettaglio, per un boom che non ha precedenti: dai 98 mila ambulanti presenti nel nostro paese e censiti dalla Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti) nel 1998, si è passati agli attuali 170 mila. Quasi il doppio. Rispetto al giugno 2001, secondo un’indagine di Unioncamere, sono 20 mila in più.



Un successo, per certi versi, clamoroso. Che ha più di una spiegazione, economica ma anche sociale. Ai mercatini, infatti, ormai non si va più solo per fare buoni affari, ma anche per curiosare e socializzare, per riscoprire quell’aggregazione andata persa con la crisi dei negozi e delle botteghe tradizionali sotto casa, schiacciati dalla concorrenza di ipermercati e supermercati, le cui chiusure si contano a centinaia in ogni città. E questo ha creato una clientela “trasversale” . “Ci va l’impiegato con la sindrome della quarta settimana – spiega il sociologo Giampaolo Fabris della Iulm di Milano – che cerca di difendere il suo tenore di vita, le nuove famiglie extracomunitarie trapiantate in Italia, le signore benestanti che vogliono fare un affare. Il loro motivo, per esempio, non è spendere poco, ma spendere bene”.



Ma il segreto del successo dei mercatini sta soprattutto nel nuovo bisogno di relazioni sociali. “Le massaie vogliono parlare con la vicina di casa – continua Fabris -, mercanteggiare con il venditore, far trascorrere la mattinata. E’ lo stesso meccanismo dei centri commerciali: la gente ci va per acquistare, ma anche per sentirsi parte di un micromondo”. Un micromondo vastissimo, che può contare su un migliaio di mercatini quotidiani nelle grandi città, ottomila mercatini periodici (da quelli settimanali a quelli mensili), più circa tremila sagre e fiere. Per un giro d’affari degli ambulanti che sfiora i 26 mila milioni di euro. Praticamente il 17-20% di tutti gli acquisti al dettaglio.

Solo negli ultimi me

si, secondo la Fiva, l’aumento delle vendite alle bancarelle ha raggiunto il +20%, contro il calo del 4,6 per cento delle vendite dei negozi al dettaglio (rispetto al 2003). Un risultato che si deve anche all’enorme diversificazione dei prodotti. Nei mercatini si trovano generi alimentari (30%), con ortofrutta, formaggi e carni che fanno registrare le vendite più consistenti, ma anche abbigliamento, firmato e non (27%), tessuti (5%) e scarpe (5%). Una sorta di outlet a cielo aperto che può rendere molto: un’ambulante in una zona centrale di una grande città può arrivare a guadagnare anche 5 mila euro al mese.


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