Consumi: viva l’usato (anche in affitto)

Economia - Lavoro



Sarà colpa del caro-euro, ma fare la spesa oggi è diventata una vera e propria corsa ad ostacoli alla ricerca dei prezzi più convenienti. Eppure le soluzioni alternative non mancano, come dimostrano i milioni di italiani che si stanno orientando verso formule di spesa originali ed inconsuete, che stanno vivendo un vero e proprio boom. Tra queste spiccano gli acquisti di seconda mano ed i beni in affitto, ovvero come spendere meglio, risparmiando un po’.



Ovviamente, pare che l’origine di tutto sia, come al solito, americana. Lì lo chiamano “intelligent buying” , ovvero spendere in modo intelligente, da noi sta diventando un nuovo stile di vita emergente, come spiega il sociologo Enrico Finzi, non solo dovuto quindi all’esigenza di risparmiare: “E si diffonderà sempre più. Rientra in una tendenza di carattere più generale: siamo tornati all’acquisto di prodotti non nuovi o a rate, anche nei ceti più abbienti. Si scopre che è intelligente prendere un divano di lusso usato allo stesso prezzo di uno economico ma nuovo, oppure le auto delle aziende che le noleggiano quando hanno pochi chilometri”.



Si parte dal “second hand” , ovvero dall’acquisto di prodotti di seconda mano in negozi ad hoc, che offrono prezzi che arrivano anche al 50 per cento in meno rispetto all’originale, se non di più. Ne stanno aprendo moltissimi, a Roma come a Milano, dedicati soprattutto all’abbigliamento. Sono frequentatissimi dalle mamme che vedono i loro figli crescere troppo in fretta e i vestiti (ma anche i giochi e gli articoli sportivi) durare solo una stagione. Oltre all’acquisto, spesso c’è anche la possibilità di cedere il proprio guardaroba in conto vendita, incassando la metà del prezzo cui sarà venduto. Insomma, ci guadagna il cliente ma anche il commerciante.



Altra formula che sta andando davvero alla grande è quella dei beni a noleggio. Non solo delle tradizionali automobili (che permettono di risparmiare, nel lungo periodo, sino al 10-15 per cento rispetto ad un auto di proprietà), ma adesso anche di altri beni come i telefoni satellitari o di servizi come i “cinema in affitto” , ovvero il noleggio di intere sale (25 mila euro, tutto compreso) che è l’ultima passione dei nuovi ricchi. Per arrivare alle lavatrici “in affitto” offerte dalla Merloni (ma con scarso successo) sino alla nuova moda dei quadri da appendere in salotto solo per qualche sera, per far colpo sugli amici, proposti da Artenauta. Un mercato, quello dei beni in affitto, che viaggia fortissimo (mille milioni di euro l’anno, esclusi auto e furgoni, secondo l’Assodimi) e che nel periodo 2001-2003 è stato scelto da oltre 9 milioni d’italiani.


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